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Valencia-Olimpia Milano 102-96: dove è naufragata la rimonta

Un'analisi delle ragioni della sconfitta di Olimpia Milano a Valencia, tra rimbalzi, scelte offensive e pagelle

Valencia-Olimpia Milano 102-96: dove è naufragata la rimonta

La trasferta a Valencia si chiude con una sconfitta che brucia per come è maturata: l’Olimpia Milano ha costruito vantaggi importanti durante la gara ma ha pagato un quarto periodo deficitario e una supremazia avversaria sui rimbalzi. Il 102-96 finale fotografa una partita in cui i biancorossi hanno mostrato sprazzi di ottima pallacanestro e, allo stesso tempo, fragilità decisive nei momenti chiave.

Nel racconto della partita emergono due filoni: da una parte la qualità offensiva con triple e assist, dall’altra la perdita di controllo nell’ultimo periodo, quando le guardie avversarie hanno preso in mano il ritmo. Qui sotto l’analisi degli episodi determinanti, le votazioni individuali e le osservazioni tattiche per comprendere cosa non ha funzionato.

Come si è sviluppata la partita

La gara alla Roig Arena è stata caratterizzata da ritmi alti e cambi rapidi, dove Valencia ha provato a imporre la propria velocità mentre l’Olimpia Milano ha sfruttato i mismatch e le soluzioni da tre punti per tenere il comando. Nella prima metà i biancorossi hanno messo in mostra una circolazione di palla promettente, con numeri interessanti sulle triple e sugli assist, ma la partita è rimasta equilibrata: LeDay ha attaccato il mismatch, Brooks e Mannion hanno trovato soluzioni offensive e Guduric ha risposto con punti pesanti.

Primo e secondo tempo

Nei primi due quarti l’equilibrio è stato spezzato da episodi tecnici favorevoli a Milano: iniziative in penetrazione di Mannion, canestri in transizione e qualche tiro dall’arco ben piazzato. Il quintetto milanese ha sfruttato anche i rimbalzi offensivi per ottenere seconde opportunità. L’energia di giocatori come LeDay e la vena realizzativa di Brooks hanno portato a un vantaggio consolidato alla fine del terzo periodo, quando Milano ha toccato anche il +14.

Terzo e quarto periodo

Il terzo periodo ha invece visto Valencia ripartire grazie alle sue guardie, in particolare con le accelerazioni di Jean Montero e la velocità di Brancou Badio, che hanno iniziato a creare problemi difensivi a Milano. L’ultimo quarto è stato fatale: un parziale di 12-0 firmato dalle guardie spagnole ha ribaltato la partita, e la squadra italiana ha segnato appena 13 punti nel periodo decisivo. La differenza nei rimbalzi offensivi, che ha dato molte seconde opportunità a Valencia, è risultata determinante: la squadra spagnola ha prevalso nettamente nel confronto sotto le plance.

Pagelle e valutazioni individuali

Le valutazioni confermano una serata fatta di luci e ombre per i giocatori milanesi. Alcuni atleti hanno offerto segnali positivi, altri non sono riusciti a sostenere il confronto fino alla sirena. Le note sintetiche qui sotto offrono uno spaccato puntuale delle prestazioni.

Voti e commenti

Mannion 5,5: impiegato più del solito, ha inciso con penetrazioni e qualche giocata al ferro ma complessivamente prodotto limitato; Ellis 6,5: ispirato in momenti centrali, gestione del ritmo e buone soluzioni offensive; Brooks 6,5: decisivo a tratti, con alcune triple che hanno cambiato l’inerzia ma anche errori in momenti importanti. LeDay 6: buon avvio e attacco sui mismatch, travolto però nella battaglia a rimbalzo.

Guduric 4: partita iniziata bene ma finita in calando, con una palla persa grave a quattro minuti dalla fine; Shields 5: prestazione sottotono e poco incisiva nella leadership; Nebo 5: dopo una buona prova in campionato ha abbassato il livello, soprattutto nella lotta a rimbalzo. Altri voti: Ricci 6, Bolmaro 5, Booker 5,5, Sestina 4. Il coach Poeta riceve 6 per le scelte di rotazione in prospettiva campionato, ma la risposta difensiva non è arrivata.

Osservazioni tattiche e conclusione

La lettura finale è chiara: l’Olimpia Milano ha avuto qualità offensive, dimostrata dalle 12 triple e dalla buona circolazione con 19 assist, ma non è riuscita a chiudere la gara per colpa di un calo nella gestione del quarto periodo e della supremazia al rimbalzo degli avversari. La partita evidenzia la necessità di aumentare l’intensità difensiva e la presenza fisica sotto canestro nei momenti decisivi, oltre a chiedere a singoli leader di farsi trovare pronti senza cali di concentrazione.

Per chiudere, questa sconfitta rappresenta un banco di prova utile su cosa migliorare in vista delle prossime sfide: contenere le guardie avversarie, limitare i rimbalzi concessi e trovare continuità nelle rotazioni. Solo così le prestazioni promettenti dei primi tre quarti potranno trasformarsi in risultati concreti.

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