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Semifinale di Coppa Italia, Como-Inter termina 0-0: tutto aperto per il ritorno

Il Sinigaglia offre uno spettacolo di attenzioni tattiche: poche scintille, equilibrio e il verdetto rimandato al ritorno a San Siro alla fine di aprile

Como e Inter si sono annullate 0-0 nella semifinale d’andata di Coppa Italia giocata sul prato gelido del Sinigaglia. Una serata in cui nessuna delle due squadre ha voluto scoprirsi troppo: il passaggio del turno rimane tutto da decidere, con il ritorno in programma a San Siro verso la fine di aprile.

Partita pratica più che spettacolare: poche occasioni e tanta attenzione a non commettere errori. L’Inter ha preso in mano il pallino soprattutto nella ripresa, ma non è mai riuscita a trasformare la supremazia territoriale in reti. Il Como, ben organizzato dietro la linea della palla, ha stretto gli spazi e ha forzato gli avversari a cercare soluzioni ai margini dell’area.

Tatticamente il match è stato una partita a scacchi. Il Como di Cesc Fabregas ha adottato una disposizione fluida: in fase difensiva si è mostrato in un 5-4-1/5-3-2, mentre con la palla ha spesso accorciato la linea difensiva arrivando a un 3-3-4 per favorire le sovrapposizioni sulle fasce e il pressing alto calibrato. L’Inter di Cristian Chivu ha risposto con un 3-5-1-1, cercando i cambi di passo sulle corsie esterne e la verticalità dal centrocampo, senza però trovare il varco decisivo contro una retroguardia compatta.

Primo tempo contrassegnato da studio e pause: accelerazioni improvvise, ma poca continuità offensiva. Il possesso si è frammentato, con interventi puntuali a spezzare eventuali trame pericolose. Como ha mostrato ordine nel centrocampo e attenzione sulle seconde palle; l’Inter ha provato a forzare con inserimenti e cambi di ritmo, ma la densità centrale ha reso il lavoro degli attaccanti arduo.

Nella ripresa il copione è cambiato leggermente: il Como ha perso un po’ di freschezza e l’Inter ha guadagnato metri, creando i momenti più vivi della partita. Tra gli episodi salienti, Darmian ha colpito un palo e ha fornito alcune aperture pericolose; il portiere Butez è stato bravo a respingere un tiro di Paz e a mantenere il punteggio sullo zero. Dall’altro lato, un’occasione clamorosa con un tap-in mancato da Alex Valle ha negato ai lariani la gioia del gol.

Le scelte dei due allenatori hanno inciso sui ritmi del match. Chivu ha variato l’assetto offensivo rispetto alla gara precedente per provare a spremere di più le fasce; Fabregas ha puntato invece su una rosa densa a centrocampo per chiudere linee di passaggio e proteggere l’area. In corso d’opera le sostituzioni nerazzurre — tra cui gli ingressi di Zielinski, Thuram e Mkhitaryan — sono servite a mantenere il controllo del gioco, ma non sono bastate per cambiare l’esito.

Tra gli interpreti più incisivi del Como è emerso l’esterno che, alternando i ruoli di quinto e incursore, ha creato superiorità sulle fasce e rappresentato la maggiore minaccia per la difesa avversaria. Nell’Inter, invece, gli inserimenti dalla panchina hanno dato dinamismo ma non la finalizzazione attesa.

Un commento esterno ha riassunto bene il senso della serata: partite così si decidono spesso sui dettagli — precisione nelle seconde palle, lucidità sotto porta e gestione della pressione. Per questo, il ritorno a Milano promette di essere più aperto e intenso. Entrambe le squadre dovranno lavorare su lucidità offensiva e capacità di creare superiorità nel mezzo; i cambi tattici e la gestione delle seconde palle saranno probabilmente gli aspetti decisivi.

Lo 0-0 al Sinigaglia lascia tutto in bilico. San Siro, a fine aprile, sarà il luogo dove si capirà chi avrà osato di più e chi, invece, avrà saputo trasformare i piccoli dettagli in un risultato concreto.

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