×

Come i Giochi Milano‑Cortina hanno rilanciato sport, inclusione e educazione

Un incontro a Casa Italia ha ribadito il ruolo dello sport nella promozione di stili di vita sani, cittadinanza attiva e inclusione sociale tra le nuove generazioni

Lo sport è stato al centro di un dibattito istituzionale tenutosi a Casa Italia in occasione dei Giochi Milano‑Cortina 2026. L’evento, svoltosi il 19 febbraio 2026, ha messo in fila esperienze e proposte che collegano iniziative europee, politiche locali e progetti educativi con l’obiettivo di trasformare la pratica sportiva in uno strumento concreto per la salute, il benessere e la inclusione sociale dei giovani.

A introdurre il confronto è stata Claudia Colla, direttrice della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, che ha ricordato il ruolo del suo ufficio come ponte tra Bruxelles e il territorio.

Valori comuni e obiettivi della Rappresentanza europea

Durante l’incontro è emersa con forza l’idea che lo sport possa veicolare valori civici e salutistici: promuovere stili di vita attivi, favorire la partecipazione democratica e sostenere la coesione sociale. Georg Häusler, direttore per Cultura, Creatività e Sport della Commissione europea, ha richiamato campagne come la Settimana europea dello sport e l’iniziativa #BeActive, sottolineando come queste azioni puntino non solo alla pratica fisica ma anche alla promozione della cittadinanza attiva e all’inclusione di fasce di popolazione svantaggiate.

Un messaggio per le nuove generazioni

Per Carola Mangiarotti, vicepresidente del Coni Lombardia, l’approccio vincente è quello che inizia nelle scuole. Portare lo sport tra i banchi significa educare i ragazzi a regole di gruppo, rispetto reciproco e responsabilità: elementi che vanno oltre la performance agonistica e diventano competenze di vita. L’investimento nella pratica sportiva scolastica è stato indicato come priorità per consolidare i benefici sulla salute fisica e mentale sin dall’infanzia.

Il modello di lavoro della Fondazione Milano Cortina 2026

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha presentato un percorso concreto di collaborazione con le istituzioni scolastiche. Domenico De Maio, direttore Education & Culture della Fondazione, ha raccontato il progetto Gen26 che ha portato oltre 16.000 studenti a seguire le competizioni olimpiche e paralimpiche. Secondo De Maio, l’obiettivo è stato creare un ponte tra scuola e Giochi, trasformando i valori olimpici e paralimpici in pratiche quotidiane di inclusione, rispetto e impegno, piuttosto che in semplici concetti teorici.

Lasciare un’eredità duratura

Il modello descritto punta a non limitare l’impatto alle sole settimane di gara: l’auspicio è che le attività avviate si radichino nelle scuole e nelle comunità locali, offrendo programmi di continuità didattica e sportiva. In questo senso la collaborazione fra enti pubblici, organizzazioni sportive e istituti scolastici diventa strategica per garantire che i benefici raggiunti durante i Giochi si traducano in interventi strutturali e replicabili.

Il ruolo delle istituzioni sportive e il coinvolgimento pubblico

Il dibattito è stato moderato da Franco Ascani, membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del CIO, che ha posto l’accento sul significato culturale dello sport. Anche Luciano Bonfiglio, presidente del Coni, è intervenuto per riconoscere il valore organizzativo e sportivo dell’evento, ribadendo come le Olimpiadi italiane abbiano offerto un’opportunità per rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini. In questo quadro, lo sport è descritto come un linguaggio comune capace di unire identità diverse sotto un obiettivo condiviso.

Azioni concrete per il futuro

Tra le proposte emerse ci sono l’ampliamento di programmi come #BeActive a livello locale, la creazione di percorsi formativi per insegnanti e operatori sportivi e il finanziamento di iniziative che facilitino l’accesso alle attività per giovani con difficoltà economiche o di salute. L’intento è quello di trasformare lo slancio dei Giochi in politiche pubbliche di lungo periodo che abbiano impatto sulla qualità della vita delle nuove generazioni.

Le esperienze presentate e le buone pratiche illustrate offrono una base dalla quale costruire interventi sostenibili e partecipati, in cui istituzioni europee, enti nazionali e scuole lavorino insieme per mantenere vivo l’imprinting lasciato dai Giochi.

Leggi anche