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Cosa significa la multa del Garante su cookie e profilazione per le aziende

Spiegazione pratica della decisione del Garante su cookie e profilazione e delle misure che le aziende devono attivare per ridurre il rischio compliance

Garante privacy: cosa cambia dopo la recente maxi multa su cookie e profilazione

Dal punto di vista normativo, il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato una sanzione a una società per il trattamento dei dati mediante cookie e strumenti di profilazione senza un valido consenso informato.

Il provvedimento ha rilevato carenze nella trasparenza delle informazioni fornite agli interessati e nell’accuratezza delle finalità dichiarate. Il Garante ha stabilito che le pratiche contestate non rispettavano i requisiti di trasparenza, liceità e minimizzazione imposti dal GDPR e dalla normativa nazionale. Il rischio compliance è reale: le aziende devono rivedere le procedure di raccolta, conservazione e valutazione del consenso per ridurre il rischio di successive ispezioni e sanzioni.

1. Normativa e provvedimento in questione

Il provvedimento richiama violazioni relative a informativa non chiara, uso di cookie funzionali e di profilazione senza consenso esplicito, e assenza di strumenti efficaci per il ritiro del consenso. Dal punto di vista normativo, tali irregolarità configurano un’inadempienza rispetto agli obblighi di trasparenza e di gestione del consenso previsti dal quadro europeo sulla protezione dei dati.

Il rischio compliance è reale: le autorità europee e i Garanti nazionali stanno armonizzando l’approccio sanzionatorio su cookie e tracciamento. Dal punto di vista pratico, il provvedimento impone alle aziende di rivedere le procedure di raccolta, conservazione e valutazione del consenso per ridurre il rischio di ispezioni. Le imprese devono adottare misure documentate per garantire GDPR compliance e strumenti tecnici che consentano il ritiro del consenso in modo semplice e immediato. È prevista una maggiore attenzione regulatorie delle autorità sui controlli futuri, con possibili aggiornamenti delle linee guida a livello europeo.

2. Interpretazione e implicazioni pratiche

Dal punto di vista normativo, la decisione conferma che non è sufficiente una barra cookie generica. È necessario fornire informazioni granulate e ottenere un consenso libero, specifico e informato prima di attivare cookie di profilazione. Il Garante ha stabilito che anche strumenti tecnici apparentemente innocui possono integrare un rischio di profilazione se combinati con altri dati.

Per le aziende la sentenza richiede una revisione delle attività di marketing digitale, analytics e personalizzazione. I vendor esterni e i provider di advertising devono essere valutati caso per caso come responsabili congiunti o autonomi, in base ai rapporti contrattuali e alle scelte tecniche. Dal punto di vista operativo, occorre aggiornare le informative, rivedere i meccanismi di raccolta del consenso e documentare le valutazioni di rischio per dimostrare GDPR compliance. Il rischio compliance è reale: sono possibili accertamenti e aggiornamenti delle linee guida a livello europeo.

3. Cosa devono fare le aziende

Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: le imprese devono adeguare prassi e strumenti per ridurre esposizioni e contestazioni.

  • mappare i flussi di dati con riferimento a cookie e strumenti di tracciamento, identificando finalità, categorie di dati trattati e basi giuridiche.
  • Implementare un banner cookie che consenta la selezione granulare delle finalità. Il blocco preventivo deve essere garantito prima dell’attivazione dei cookie di profilazione.
  • Rivedere i contratti con terze parti e definire ruoli e responsabilità. Specificare titolare, responsabile e responsabile congiunto nelle clausole operative.
  • Predisporre procedure semplici e tracciabili per il ritiro del consenso e per l’esercizio dei diritti degli interessati. Garantire tempistiche e canali accessibili.
  • Documentare le decisioni e, ove necessario, effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) quando il tracciamento può incidere sui diritti e sulle libertà degli interessati.

4. Rischi e sanzioni possibili

Dal punto di vista normativo, il passaggio precedente sulla DPIA introduce conseguenze operative immediate.

Il rischio compliance è reale: le sanzioni per violazioni del Regolamento possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo globale oppure a 20 milioni di euro, la maggiore delle due cifre.

Oltre alla sanzione pecuniaria, le autorità possono imporre ordini di adeguamento e misure correttive, compresa la sospensione o il divieto di determinate attività di trattamento.

Si aggiungono la pubblicità della decisione e il possibile danno reputazionale, con ricadute contrattuali verso partner e clienti.

Per le imprese, il rischio si traduce in costi di conformità incrementali e in una maggiore attenzione da parte degli organi di controllo; sviluppi procedurali da parte dell’autorità sono eventi attesi nel prossimo futuro.

5. Best practice per compliance

Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: le autorità aumentano i controlli e richiedono evidenze documentali. Per ridurre il rischio e mantenere una strategia sostenibile si consigliano le seguenti misure operative.

  • Privacy by design: integrare la protezione dei dati fin dalla progettazione di siti e app, limitando la raccolta dei dati e impostando default privacy-friendly.
  • Adottare soluzioni tecniche per il blocco preventivo dei cookie fino al consenso esplicito e per la gestione centralizzata delle preferenze degli interessati.
  • Effettuare una DPIA quando gli strumenti di profilazione o i cookie comportano rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone.
  • Formare il personale marketing e IT sugli obblighi di data protection e sulle procedure per rispondere alle richieste degli interessati.
  • Integrare controlli di RegTech per tracciare il consenso, conservare log immutabili e produrre evidenze di conformità in vista di ispezioni.

Implicazioni operative

Dal punto di vista normativo, la decisione del Garante conferma che la gestione dei cookie è componente essenziale della GDPR compliance. Il rischio compliance è reale: le prescrizioni non sono meri obblighi formali ma elementi che devono essere trasformati in processi operativi verificabili.

Dal punto di vista pratico, suggerimenti già indicati richiedono un approccio integrato. Occorre completare l’audit tecnico‑legale e aggiornare strumenti e rapporti con i fornitori. Integrare controlli di RegTech per tracciare il consenso, conservare log immutabili e produrre evidenze di conformità facilita le ispezioni e riduce il rischio di sanzioni.

Il Garante ha stabilito che la documentazione probatoria e il monitoraggio continuo sono elementi valutati in sede di controllo. Il rischio compliance è reale: le imprese che non dimostrano processi e log affidabili espongono se stesse a rilievi amministrativi.

Per le aziende, le azioni prioritarie restano la formalizzazione dei processi, l’implementazione di strumenti di tracciamento e la formazione dei responsabili interni. Dal punto di vista normativo, la capacità di produrre evidenze concrete durante un’ispezione è oggi determinante.

Fonti: provvedimenti del Garante, linee guida EDPB e giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. Si segnala l’attesa intensificazione dei controlli amministrativi da parte delle autorità competenti.

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