6 Giugno 2026 🌤 22°

Attivisti pro Palestina coprono di vernice rossa ingresso Banca Jp Morgan

L'ingresso della sede, di Milano, della Banca JP Morgan Chase è stato coperto con vernice rossa da tre attivisti

Attivisti pro Palestina coprono di vernice rossa ingresso Banca Jp Morgan
Occhiobello (Rovigo), la casa della famiglia di Massimo Ranzani, militare ucciso in Afghanistan. Nella foto i carabinieri davanti alla casa di famiglia di Ranzani a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello

Tre attivisti aderenti alle campagne “Palestina Libera” e “Ultima Generazione”, in coordinamento con i movimenti Palestine Action e Palestina Libera di Inghilterra, Portogallo e Italia, hanno versato della vernice rossa, color sangue, sull’ingresso della la sede di Milano della Banca JP Morgan Chase.

La protesta degli attivisti

La protesta è andata in scena qualche minuto prima delle 12 di oggi, martedì 11 giugno, al palazzo di via Cordusio. Oltre ad essere passati ai fatti, i tre attivisti, hanno esposto uno striscione con la scritta “Palestina Libera” e la bandiera palestinese.

In un comunicato è stata denunciata la complicità della Comunità Internazionale, degli Stati Uniti e dell’Italia che sul proprio territorio ospita diverse banche che finanziano e lucrano sul genocidio palestinese, tra cui anche la banca americana JPMorgan Chase:

“Il finanziamento del genocidio palestinese non riguarda solo le banche e le aziende americane come la JPMorgan, ma anche quelle italiane: Banca Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca, Mediolanum sono altrettanto coinvolte”, si legge nel testo del comunicato.

Gli attivisti contro le iniziative italiane

Un’azione non violenta, ma secondo gli attivisti l’Italia è complice di alimentare il conflitto perché continua ancora oggi ad inviare armi ad Israele:

“Lo confermano i documenti doganali; Tajani ha mentito al Parlamento negando che dal 7 ottobre sia cessato l’invio di armi”.

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 6 Giugno