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Milano torna a riconoscere i figli delle coppie arcobaleno: come funziona

L'assessore Gaia Romani: "Un gesto politico per dire ai cittadini che teniamo conto dei loro diritti"

Il Comune di Milano riconoscerà i figli delle coppie arcobaleno

Il Comune di Milano ha riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da famiglie omogenitoriali. Negli anni scorsi l’ex sindaco Giuliano Pisapia aveva fatto da apripista sul tema, ma, dopo una sentenza della Cassazione, nel 2020 si è deciso lo stop.

Gaia Romani, assessore ai Servizi civici, ha sottolineato: “Il nostro è un messaggio politico e di vicinanza alle famiglie omogenitoriali, perché non vogliamo che restino sole in attesa che il Parlamento faccia una legge ad hoc”.

Registro dei figli di coppie arcobaleno: il riconoscimento nel caso di due mamme

Il provvedimento riguarda i figli di due mamme che hanno fatto ricorso alla Pma (la procreazione medicalmente assistita) e che hanno partorito in Italia.

In questo caso viene registrato l’atto di nascita dalla mamma che ha partorito. Successivamente entrambe rilasciano una dichiarazione congiunta in cui chi ha partorito riconosce l’altra come mamma ‘di intenzione’ o mamma biologica, la quale a sua volta dà il su consenso. Infine, con la sottoscrizione del sindaco, è possibile aggiungere sull’atto di nascita il nome dell’altra mamma.

Attualmente vengono iscritti all’anagrafe anche i figli di due mamme che hanno partorito fuori dal nostro Paese: l’atto di nascita firmato all’estero è trascrivibile in Italia per garantire la continuità di status di figlio del minore.

Registro dei figli di coppie arcobaleno: il riconoscimento nel caso di due papà

Da novembre 2021 sono riconosciuti anche i bimbi nati da due papà con la Gpa, la gestazione per altri. È necessario però fare attenzione al Paese in cui sono nati: nessun problema per Stati Uniti e Canada, ma in altri Paesi questa pratica compromette i diritti e la salute delle donne.

Registro dei figli di coppie arcobaleno: quanti sono a Milano?

I minori registrati con doppia maternità nati in Italia prima dello stop del 2020 sono stati 112, mentre quelli con doppia paternità registrati a Milano sono una trentina. Il Comune stima di registrare circa un centinaio di bambini l’anno.

L’assessore Romani ha dichiarato che la città di Milano sta lavorando anche su altri fronti per il registro delle persone transgender. “L’idea è che, visti i tempi lunghi per il cambio dei documenti anagrafici, almeno in alcuni ambiti pratici come la tessera dell’Atm o quella della biblioteca possa essere utilizzato il nome d’elezione”, ha evidenziato.

Infine, il capoluogo lombardo sta mettendo a punto un protocollo per il cambio di residenza delle vittime di violenza.

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