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Ciclisti, aumentati gli incidenti a Milano: necessario creare condizioni di sicurezza

I feriti in codice rosso crescono del 133% rispetto al 2019. Censi: "Abituare le persone ad usare meno le auto"

Ciclisti, raddoppiano gli incidenti a Milano

Talvolta, in una città come Milano, l’utilizzo della bicicletta o del monopattino non è un optional. Quando risparmiare tempo è una necessità, per muoversi il più velocemente nel traffico meneghino, effettuare slalom tra auto, rotaie e pavé diventa quasi obbligatorio. Le conseguenze? Gli incidenti in aumento.

Ciclisti, aumentati gli incidenti a Milano: i dati

Il 90% dei ciclisti investiti è di sesso maschile, mentre il 57% ha un’età compresa tra i 26 e i 40 anni. Nel giro di un paio di anni, gli incidenti in bicicletta sono aumentati del 31%: i feriti in codice rosso crescono del 133%.

Luca Studer, docente al Politecnico, puntualizza: “Le persone che si muovono in bicicletta sono aumentate esponenzialmente negli ultimi anni.

Se giustamente si vuole incentivare la mobilità sostenibile, quella cioè legata agli utenti “vulnerabili”, bisogna anche creare le condizioni di sicurezza“. Quest’anno, ai 175 chilometri di piste ciclabili già esistenti, si aggiungeranno 75 chilometri tra bike lane (le corsie disegnate solo con una linea sull’asfalto) e preferenziali protette.

Arianna Censi, assessore alla Mobilità, chiarisce: “Stiamo recuperando spazio sulle carreggiate e siamo pronti a stipulare convenzioni con i parcheggi per massimizzare il loro tasso di occupazione.

L’idea è potenziare anche i percorsi ciclabili periferici e connettere le ciclovie in un sistema ben integrato ma dobbiamo tenere la misura, abituare piano piano le persone ad usare meno le auto”.

Ciclisti, aumentati gli incidenti a Milano: gli sponsor

Censi lancia un appello: “Sui percorsi protetti ogni aggiunta di investimento sarebbe preziosa. Eventuali sponsor sarebbero ben accetti, soprattutto per la manutenzione”.

Approvato il Biciplan Cambio che prevede quattro ‘anelli’ ciclabili, 16 percorsi ‘a raggio’ e quattro ‘greenway’, linee super veloci che attraversano Città metropolitana da nord a sud e da est a ovest.

Atteso un investimento di 250 milioni. La promessa? 750 chilometri di infrastruttura in più integrata con le ciclabili comunali. Il progetto riscontra similarità con il Plan Vélo di Parigi, il quale, secondo uno studio di Federica Daniele, Mariona Segu, David Bounie e Youssouf Camara, ha avuto un impatto economico positivo. Federica Daniele, economista alla Banca d’Italia, spiega: “Gli esercizi commerciali e i ristoranti delle zone dove sono state create piste ciclabili -nel caso parigino vere e proprie “autostrade” separate da cordoli rispetto alle corsie delle auto- hanno visto i ricavi aumentare in media di 20 mila euro l’anno”. Secondo i ricercatori, l’impatto positivo “è stato maggiore su negozi e ristoranti che faticano a guadagnare notorietà e che grazie all’aumento degli spostamenti in bicicletta hanno potuto godere di maggiore visibilità agli occhi dei potenziali clienti”.

Ciclisti, aumentati gli incidenti a Milano: Cambio assicura una struttura equilibrata

“Il Plan Vélo prevedeva connessioni radiali che hanno reso semplice arrivare in centro in bici, anche per fare compere o mangiare”. Il Cambio di Milano, invece, avrà una struttura più equilibrata e integrerà il network circolare a quello radiale. Cambio collegherà tra di loro anche le periferie e questo contrasterà eventuali spinte centripete verso i quartieri più centrali”, assicurano gli studiosi. “L’effetto economico netto delle politiche di Mobilità, nel caso di Milano, potrebbe essere allora positivo senza riserve e si aggiungerà a quello (senz’altro positivo) in termini ambientali e di benessere”.

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