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Rifiuti per strada a Milano, Amsa: “Ottimizzare la distanza tra un cestino e l’altro”

Nei Municipi meneghini sono in crescita le segnalazioni di mancata pulizia

Rifiuti in strada, il test del cestino a croce

Le strade di Milano si stanno popolando di mascherine e cartacce abbandonate sui marciapiedi, accumulate ai bordi delle strade. La causa? I cestini pieni zeppi. Le segnalazioni che arrivano ai Municipi aumentano sempre di più. Nel frattempo, Amsa annuncia il test del cestino “a croce”.

Rifiuti per strada: i cestini sperimentali

La società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia delle strade, a causa di contagi e quarantene dei dipendenti, sta cercando soluzioni, in accordo con il Comune, per risolvere il problema spazzatura. Pertanto, verrà lanciata una sperimentazione: in alcune zone del capoluogo lombardo verranno installaticestini stradali dotati di un sistema che, grazie alla croce sulla bocca del contenitore, impedirà la raccolta di sacchi dell’indifferenziata.

Uno dei problemi fondamentali è il conferimento dei rifiuti domestici in strada.

Rifiuti per strada: le segnalazioni

Anita Pirovano, presidente del Municipio 9, spiega: “La sporcizia di questi ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti”. Le cause sono molteplici: L’inciviltà delle persone che si è accentuata durante la pandemia, il servizio di Amsa che va rivisto anche in base alle nuove esigenze della città, la mancanza di sanzioni. Sembrerebbe che le richieste gentili della campagna comunale di sensibilizzazione non siano così efficaci come si sperava: servono più multe.

Secondo Natale Carapellese, presidente del Municipio 5, servirebbero più cestini: “In questi ultimi anni ne sono stati tolti molti, ma è evidente che questa politica non ha funzionato“. Attualmente i cestini in città sono 23mila, 10mila sono nei parchi.

Rifiuti per strada: Amsa non sta facendo investimenti

Amsa chiarisce: “Abbiamo avviato un programma di verifica della densità e del posizionamento per ottenere una mappatura che, aggiornata continuativamente, consentirà di ottimizzare la distanza tra un cestino e l’altro e intervenire, in maniera mirata, laddove si manifesti una necessità, con nuovi inserimenti“.

La percezione di una Milano più sporca è condivisa anche da Santo Minniti, presidente del Municipio 6, che annuncia: “si stanno convocando un po’ ovunque commissioni sul tema“. Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8, afferma:
“Noi lo vediamo sia nei quartieri più periferici ma anche a Citylife, dai piccoli rifiuti per terra ai bidoni sempre pieni. Da una parte c’è Amsa che, col contratto in scadenza, non sta facendo investimenti, dall’altra c’è il gap culturale di una parte dei milanesi”. Con grande impegno, invece, una parte dei cittadini, con l’aiuto della stessa azienda, ha organizzato alcuni cleaning days, uno in zona Certosa e uno in Paolo Sarpi. Presto in arrivo anche quello al Qt8.

Rifiuti per strada: necessarie nuove assunzioni?

I dipendenti Amsa a Milano sono 2.900, di cui 2.200 operativi in strada. Vito Martellotta, coordinatore della Cgil in azienda, dichiara: “Negli anni non c’è stata diminuzione del personale, certo è che se venissero assunti altri addetti la città sarebbe più pulita”. Per nuove assunzioni toccherà aspettare l’eventuale rinnovo del contratto di servizio.

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