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Cortei no green pass, la preoccupazione di Sala: “Sabato della verità”

Nessun percorso è stato comunicato: non si escludono manifestazioni

Sindaco di Milano, Sala

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, lascia trasparire la sua inquietudine: “Sarà un po’ un sabato della verità, vediamo se le regole vengono fatte rispettare come io mi auguro. Sono preoccupato“.

La preoccupazione di Sala sui cortei no green pass: la circolare del ministro Lamorgese

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dovrà prendere in considerazione le ultime disposizioni del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: grazie alla circolare del 10 novembre, i prefetti avranno la possibilità di “individuare specifiche aree sensibili che potranno essere oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento di manifestazioni pubbliche per la durata dello stato di emergenza”. I questori, inoltre, potranno adottare, laddove necessario, i divieti e le prescrizioni riguardanti lo svolgimento delle manifestazioni preavvisate“.

La preoccupazione di Sala sui cortei no green pass: l’iniziativa preavvisata

Il prefetto Renato Saccone e l’intero Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza avranno il potere di decidere cosa consentire e cosa vietare. La condizione? Sapere anticipatamente dove e a che ora si presenteranno i manifestanti. Attualmente l’unica iniziativa preavvisata è quella all’Arco della Pace con Robert F. Kennedy Jr, avvocato ambientalista e no vax figlio di Bobby e nipote di JFK.

Alcuni manifestanti hanno suggerito di far partire da lì il corteo, invece che da Piazza Fontana.

Infine, Sala precisa che promuovere una manifestazione in un unico posto sarebbe una soluzione, io spero buona per tutti, in ottica di avvicinamento al Natale. Ma la preoccupazione ovviamente permane”.

La preoccupazione di Sala sui cortei no green pass: l’interruzione di pubblico servizio

Nel frattempo, Digos e Nucleo Informativo dell’Arma proseguiranno con le loro attività, mentre i poliziotti procederanno a identificare i no green pass che sabato 6 novembre hanno procurato un allarme al 112 di via Sciesa, contattandoli per essere ‘liberati’.

Uno solo è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio: prosegue la ricerca delle altre tredici persone.

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