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Covid, Statale prima università europea per il contributo alla ricerca

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La Statale è l'università che in Europa ha maggiormente contribuito alla ricerca sul Covid-19. Molti gli articoli pubblicati sin da inizio 2020.

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Secondo la rivista Science, l’Università Statale di Milano è l’università che in tutta Europa ha maggiormente contribuito alla ricerca sul Covid-19. Ecco i dati esatti del prezioso riconoscimento.

L’Università Statale di Milano e lo studio sul Covid-19

Secondo la rivista Science, una delle maggiori e più influenti riviste scientifiche, l’Università Statale di Milano è l’università che ha maggiormente influito sulla ricerca scientifica sul Covid-19.

La rivista infatti dichiara la Statale come prima università a livello europeo per ricerche pubblicate e 4a nel mondo, preceduta solo dalle due università di Wuhan e dalla Harvard Medical School. Ben 287 le ricerche pubblicate, molte delle quali sin dai primi mesi della pandemia, che ha fatto diventare i ricercatori della Statale di Milano un faro per la ricerca nella lotta contro il Covid, a livello internazionale.

Un riconoscimento eccezionale considerando le sole istituzione accademiche. La produzione scientifica della Statale di Milano la porta, e porta Milano e l’Italia, al quarto posto al mondo per il contributo di ricerca su Sars-Cov2 e sulla malattia da esso provocata, Covid-19.” Commenta fiera la Prorettrice della Ricerca e Innovazione della Statale, Maria Pia Abbracchio. “Al di là del numero delle pubblicazioni scientifiche – continua Abbracchiola rilevanza del contributo della Statale risiede nell’ampiezza e importanza delle tematiche studiate, che spaziano dalle origini e modalità di circolazione del virus, agli avanzamenti forniti alle procedure per la diagnosi, il tracciamento e la cura dell’infezione e delle sue conseguenze a lungo termine, fino alla recente retro-datazione dell’inizio della pandemia a settembre-novembre 2019, ben prima della comparsa ufficiale del virus.” Proprio di recente infatti uno studio condotto dalla Statale ha dimostrato la presenza del virus in un bambino di 4 anni già a novembre del 2019.

Soddisfazione anche da parte del Rettore Elio Franzini: “Fa sempre piacere vedere il valore della Statale riconosciuto a livello globale per il suo impatto sulla ricerca e sul controllo del Covid-19 e constatare come l’emergenza sia stata in grado di reclutare immediatamente le forze migliori all’interno dell’ateneo, generando nuova conoscenza a favore della comunità scientifica internazionale.” Un contributo che è non è rimasto solo circoscritto alla ricerca, ma è diventato un aiuto concreto quando La Statale ha anticipato la laurea degli infermieri perché, già dallo scorso novembre, potessero iniziare a lavorare in prima linea nella lotta contro il covid.

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