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Nuova protesta dei ristoratori di Milano: “Stremati dai troppi costi”

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Nuovo protesta dei ristoranti di Milano, molti rischiano la chiusura a causa dei costi fissi che devono sostenere.

nuova protesta ristoratori milano
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I ristoratori di Milano danno vita ad una nuova protesta il 21 gennaio.Siamo stremati” su di loro pesano le chiusure, con il conseguente calo degli ricavi, e l’impossibilità di sostenere i costi fissi, come l’affitto e le tasse che devono essere pagati.

Nuova protesta dei ristoratori di Milano

La mattina del 21 gennaio i titolari dei ristoranti di Milano hanno organizzato l’ennesima protesta per far ascoltare la loro voce e ricordare alle istituzioni le loro difficoltà. Un lungo corteo si è mosso da Piazzale Lagosta per raggiungere Palazzo Lombardia. Ad aprire il corteo una bara: è come si stesse celebrando il funerale del settore della ristorazione, ma anziché esserci anche un consueto silenzio c’è rabbia e caos tra le file.

Lasciateci lavorare” sono i manifesti che tutti hanno in mano. Un foglio che poi diventa un maxi manifesto una volta arrivati sotto al palazzo della Regione Lombardia.

Il messaggio che vogliamo lanciare è che le misure economiche e di sostegno che Governo, regioni e comuni hanno preso fino ad oggi sono insufficienti. Senza ulteriori aiuti e riforme strutturali la ristorazione muore. C’è un rischio concreto di veder fallire migliaia di imprese del settore: alcuni hanno già consegnato le chiavi lasciando locali sfitti.

Gli imprenditori sono stremati. I ristori sono arrivati ma non bastano per pagare le spese fisse, i tributi locali, gli F24, le bollette ” spiega Alfredo Zini, titolare del ristorante Al Tronco e uno degli organizzatori della manifestazione.

Lo sviluppo della protesta

La protesta è poi continuata in strada. I ristoratori si sono dati appuntamento sulla statale Milano-Lecco e hanno bloccato il traffico in via Fulvo Testi, con le loro auto ricoperte di tovaglie.

Prevista in giornata anche una terza tappa, al palazzo della Prefettura, dove verranno consegnate tre ceste piene di cibo scaduto che i ristoratori non sono riusciti a consumare a causa delle chiusure. Si recheranno alla Prefettura per chiedere un incontro. “Ci sono ristoratori che non hanno pagato le utenze solo perché sono ancora in attesa dei ristori o hanno preferito pagare i dipendenti in attesa della cassa integrazione. Per riattivarle dovranno sborsare centinaia di euro. Al prefetto chiederemo la mediazione anche per questo” spiega sempre Zini.

Nel pomeriggio la protesta degli esercenti

Nel pomeriggio una nuova protesta ci sarà sempre sotto Palazzo Lombardia, questa volta però organizzata dal Comitato Territoriale Esercenti. Con loro ci saranno i titolari dei bar ma anche delle palestre, discoteche, bowling e di tutte quelle attività che sono state chiuse perché a rischio contagio. “Aprire in sicurezza. Le nostre attività non sono luoghi di contagioscrive il comitato su facebook.

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