×

Occupato anche il Liceo Einstein: “Chiediamo di cambiare la scuola”

Anche il Liceo Einstein viene occupato in sicurezza dagli studenti. "Cambi il modello di scuola esistente solo così si potrà ritornare in classe"

liceo einstein occupato
liceo einstein occupato

Anche il Liceo Scientifico Einstein di Milano è stato occupato dagli studenti, dopo essersi tutti fatti il tampone ed essere risultati tutti negativi. Gli studenti chiedono dicambiare il modello della scuola, solo così si potrà ritornare in classe”.

Liceo Einstein Occupato

Continuano le proteste sulla scuola a Milano, il 21 gennaio gli studenti del Liceo Einstein hanno occupato il loro liceo, dopo aver effettuato tutti il tampone rapido. La modalità è sempre la stessa: si occupa per farsi sentire e poi per fare delle proposte alle istituzioni per ritornare in classe. Il pensiero che accomuna gli studenti di Milano è uno solo: senso di abbandono da parte delle istituzioni. Anche al Liceo Einstein infatti, come al Mazoni, al Tito Livio e ai tanti licei ed istituti scenari di proteste, compare uno striscione con quello che sta diventando lo slogan di una protesta diffusa: “Non l’avete ricostruita voi, lo faremo noi”.

Le proposte dei ragazzi

Dopo aver occupato il liceo, gli studenti dello Einstein, come i loro colleghi fautori delle precedenti occupazioni nelle scuole della città, passano alle proposte per ritornare in classe. In un video quattro rappresentanti spiegano la loro idea per la riapertura della scuola, nata da “un sondaggio tra gli studenti per creare una sintesi tra le diverse opinioni e per andare oltre la narrazione, ormai superata, tra ‘sì dad’ e ‘non dad’ spiegano gli studenti.

Non dobbiamo chiedere la riapertura immediata, ma che il modello di scuola cambi così che la riapertura sia una naturale conseguenza di investimenti politici ed economici che colmino quei buchi che da anni affliggono la scuola pubblica.” Un’azione quella dell’occupazione, che “sembra essere l’unica capace d’inserire la narrazione, votata dalla maggioranza, nel dibattito pubblico e speriamo che ci vive la scuola sia in grado di riconoscere l’importanza di questo gesto”.

Leggi anche

Contents.media