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Occupazione al Liceo Berchet: proseguono le proteste contro la dad

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Continuano le proteste nelle scuole milanesi: il 20 gennaio occupazione anche al Liceo Berchet. Gli studenti: "L'avete dimenticata voi, ce ne occupiamo noi".

occupazione berchet

Continuano le proteste degli studenti milanesi contro la chiusura della scuola, con l’occupazione del 20 gennaio del Liceo Berchet. “L’avete dimenticata voi, ce ne occupiamo noi” questa la frase scritta su più di un manifesto esposto sulle facciate della scuola.

Occupazione al Liceo Berchet

L’occupazione al Liceo Berchet di Milano è solo l’ultimo step della protesta organizzata dagli studenti milanesi per dire di no alla chiusura della scuola. Dopo esserci stata l’occupazione del Manzoni, del Tito Livio, del Vittorio Veneto e le numerose proteste, due realizzate anche all’ufficio del Miur a Milano e dell’ufficio regionale scolastico, la protesta non accenna a fermarsi.

La mattina del 20 gennaio circa 25 studenti del Berchet di Milano sono riusciti ad entrare nel liceo, raggiungendo la palestra.

Il Dirigente Scolastico, Domenico Guglielmo, è subito intervenuto ma è riuscito solo ad ottenere che i ragazzi si distanziassero all’interno della struttura per la loro sicurezza. Così una parte degli studenti, distanziati e con la mascherina è rimasta nella palestra, altri invece sono andati sotto ai colonnati della scuola. Ma ad abbandonare la scuola i ragazzi non ci pensano proprio. “Lasceremo l’istituto ad orario di chiusura ed esporremo le nostre idee” dichiarano.

Alle 14:30 infatti inizia un presidio dove sono intervenuti anche gli studenti attivisti di altri licei, i comitati dei genitori degli studenti e gli insegnanti, per esporre le proposte degli studenti per ritornare a scuola. Sul loro manifesti infatti si legge: “L’avete dimenticata voi, ce ne occupiamo noi”.

Tra le proposte c’è la richiesta di screening agli studenti, con tamponi rapidi che permettano la ripartenza in sicurezza della scuola, l’utilizzo di spazi pubblici sfitti da trasformare in nuove aule, per facilitare il distanziamento in classe, ed infine vaccini al personale scolastico docente e non docente.

Le proteste anche al Boccioni e allo Steiner

Le proteste degli studenti continuano anche al Liceo Privato Steiner, dove la mattina del 20 gennaio gli studenti si sono riuniti fuori scuola per seguire la dad. In totale 25 studenti, di 4 classi diverse, sono arrivati fuori scuola e hanno prima dovuto allestire dei tendoni, perché pioveva, poi una volta sotto i tendoni, nonostante il freddo e la pioggia, hanno aperto i portatili e seguito le lezioni a distanza. Stessa scena anche al Liceo artistico Boccioni. Seduti sui marciapiedi, sotto un tendone di plastica, hanno seguito le lezioni a distanza proprio fuori scuola.

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