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Fantoccio della sposa-bambina sulle ginocchia di Montanelli, l’artista: “Così l’opera è completa”

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Cristina Donati Meyer ha spiegato il gesto compiuto sulla statua di Montanelli: "Non volevo deturpare il monumento".

fantoccio statua montanelli

Una bimba sulle ginocchia della statua di Indro Montanelli. Continua l’attacco Artivista alla statua di Indro Montanelli. Questa volta ad agire è la street artist Cristina Donati Meyer, che dichiara: “Adesso la statua è completa. Non era mia intenzione – ha aggiunto l’artista – deturpare il monumento.

Questa statua ha avuto un ruolo fondamentale per riaccendere una riflessione mai fatta in Italia“.

Statua di Indro Montanelli: prosegue la polemica

Elusa la polizia che da giorni sorveglia la statua di Indro Montanelli e superate le transenne che la circondano, la street artist Cristina Donati Meyer è riuscita a porre sulle ginocchia della statua il fantoccio di una bimba in fasce. Un atto forte di disobbedienza civile compiuto tramite l’arte, esattamente un atto di artivismo, che parla forse più della violenza del colore rosso gettato in precedenza sulla statua.

Ai piedi della statua, come in un museo, l’artista ha posto anche un foglio bianco dove espone titolo e descrizione dell”opera. ”Il Vecchio e la Bambina”, e continua poi nella spiegazione: “Così il monumento è completo, era sufficiente aggiungere sulle ginocchia la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò”. La performance artistica si è interrotta dall’intervento della polizia.

L’onda Black Lives Matter

Il gesto dell’artista Cristina Donati Meyer è solo l’ultimo di una serie di atti compiuti nei confronti del monumento.

Gli ultimi atti contro la statua nascono come risposta al movimento Black Lives Matter. Gli attivisti del nuovo movimento antirazzista, nato a seguito della morte violenta del giovane afroamericano George Floyd, hanno preso di mira in tutto il mondo le statue simbolo della colonizzazione come Cristoforo Colombo, Edward Colston, Robert Milligan.

La storia e le polemiche

La statua di Indro Montanelli è presa di mira da ben 10 anni. A più riprese viene chiesto dai cittadini la rimozione della statua.

Nel 2012 fu imbrattata con righe di vernice rossa e un finto ordigno. Nel 2019 invece fu il movimento “Non una di meno” che ricordò all’opinione pubblica la sposa bambina di Indro Montanelli. A seguito dell’onda Black Lives Matter la statua di Indro Montanelli ritorna ad essere al centro delle polemiche ed è il gruppo Rete Studenti e Lume a chiedere, con una lettera, al sindaco Beppe Sala la rimozione della statua. Il Sindaco Beppe Sala però conferma di non voler rimuovere la statua, che viene per risposta imbrattata con vernice rossa.

Il fantoccio della bambina sulle ginocchia della statua di Indro Montanelli è l’ultima mossa compiuta contro questo simbolo così controverso. L’artista infatti cambia prospettiva e messa di fronte all’impossibilità della rimozione della statua, completa sarcasticamente l’opera. Infine suggerisce di accogliere favorevolmente la scelta di lasciare la statua, perché la sua presenza rende viva nella nostra mente il passato coloniale dell’Italia. Una colonizzazione, quella compiuta in Eritrea, Etiopia, Somalia e Libia fatta di gas nervino sulle popolazioni indifese, bombardamenti, stupri di massa compiuti dai soldati italiani e sottrazione di beni artistici, risorse e terre. Una storia di cui si parla pochissimo in Italia e che la statua di Indro Montanelli ci costringe a ricordare.


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