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Intitolazione di Largo Dario Fo a Milano: un tributo al Nobel

Milano celebra il decimo anniversario della morte di Dario Fo inaugurando un largo che unisce storia, teatro e quotidianità.
Intitolazione di Largo Dario Fo a Milano: un tributo al Nobel

Il Largo Dario Fo è stato ufficialmente inaugurato il 13 ottobre 2026, dieci anni dopo la scomparsa del premio Nobel per la Letteratura e quasi contemporaneamente al centenario della sua nascita. Situato nell’area pedonale che collega la nuova fermata Sforza-Policlinico della linea M4 all’Università Statale, il nuovo spazio urbano vuole fungere da ponte tra il passato drammaturgico e le nuove generazioni che quotidianamente attraversano quel punto.

Il percorso che porta al Largo Dario Fo

La zona scelta per l’intitolazione non è casuale: a pochi metri dalla metropolitana si trova la casa storica in cui Dario Fo e la compagna Franca Rame hanno vissuto e dove hanno scritto molte delle loro opere più celebri. Accanto, l’Università Statale ha ospitato la prima messa in scena del Mistero Buffo cementando quel tratto di città come un vero e proprio laboratorio teatrale. Il risultato è un incrocio di traffico pedonale, cultura universitaria e memoria cittadina, ideale per far ritrovare Dario Fo nel quotidiano di chi prende la metro.

Scelta simbolica del luogo

Mattea Fo, nipote dell’artista e presidente della fondazione a loro dedicata, ha sottolineato che la vicinanza alla fermata della M4 rende il largo un punto “strategico” dove chiunque, anche senza conoscere la figura del drammaturgo, potrà fermarsi a leggere la targa e chiedersi chi fossero Dario e Franca. Questo effetto di curiosità spontanea è alla base del progetto, che intende trasformare un semplice transito in un’opportunità educativa.

La cerimonia: protagonisti e dichiarazioni

Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e Mattea Fo. Sala ha ricordato che la decisione è stata presa “senza neanche un giorno di ritardo rispetto alla nostra regola dei dieci anni”, ritenendo doveroso onorare un artista che ha segnato il teatro milanese e italiano. Ha aggiunto che la presenza del nome sulla targa potrà fungere da “stimolo” per i giovani, che potranno avvicinarsi al lavoro di Fo anche grazie alle immagini diffuse dalla televisione.

L’intervento di Mattea Fo è stato emotivo: ha evidenziato come il nuovo largo, collocato tra la metropolitana, l’Università e la casa storica, possa diventare “un luogo dove le nuove generazioni passeranno” e dove chi ancora non conosce Dario e Franca “si chiederà chi erano e andrà a informarsi”. Il discorso è stato arricchito da una performance musicale di Lodo Guenzi e dalla lettura di brani del Mistero Buffo da parte dell’attrice Marina De Juli.

Le polemiche sul centenario e la risposta della città

Negli ultimi mesi la famiglia di Fo aveva contestato al Comune la gestione della memoria durante il centenario della nascita dell’artista, ritenendo insufficienti le iniziative previste. Sala ha quindi voluto usare l’intitolazione per “sanare un po’ di polemiche”, ricordando che Dario e Franca godono già di una targa al Famedio, di una targhetta sulla loro abitazione e di diverse iniziative culturali. L’assessore Sacchi ha inoltre confermato che la città sta pianificando la riapertura della palazzina Liberty, che dovrà ospitare progetti dedicati al teatro dei due protagonisti.

Il futuro del nuovo spazio: educazione e memoria

Il Largo Dario Fo non si limiterà a un semplice nome su un cartello. La fondazione prevede laboratori scolastici, visite guidate e installazioni interattive che permetteranno agli studenti di esplorare la produzione teatrale e televisiva di Fo. Inoltre, l’area sarà dotata di pannelli informativi che racconteranno la vita dell’artista, le sue opere più famose e il contesto storico in cui sono nate. Un’opera d’arte urbana pensata per diventare un punto di riferimento culturale permanente capace di collegare la vita accademica con la memoria collettiva della città.

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