Nel pomeriggio di oggi Piazza Affari ha continuato a subire la pressione esercitata dalle principali Borse europee. I titoli tecnologici hanno beneficiato delle prospettive positive di Micron Technology, ma la forza dei rischi macroeconomici – in particolare i rendimenti dei titoli di Stato e l’impennata del prezzo del petrolio – ha prevalso, spingendo l’indice FTSE MIB a un calo dell’1,51%.
Pressioni su Piazza Affari: tech, rendimenti e petrolio
Il rialzo del Treasury a 10 anni che ha toccato il livello più alto dal 2002, ha determinato un aumento dello spread BTP-Bund, limitando l’appetito per i titoli azionari. Parallelamente, il Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per l’inflazione e per il costo dell’energia, fattori che hanno sottratto liquidità al mercato azionario. Le aziende del settore tecnologico sono riuscite a guadagnare qualche punto, ma non sono bastate a compensare il peso complessivo delle preoccupazioni.
Dati macroeconomici che muovono i mercati
Il panorama globale ha fornito segnali contrastanti. Negli Stati Uniti, il PMI manifatturiero di settembre è salito a 55,9 punti, il valore più elevato da maggio 2022, suggerendo una forte espansione della produzione e degli ordini. In Europa, il calo inaspettato dei “claims” per sussidi di disoccupazione negli USA – 197 mila unità rispetto alle 198 mila della settimana precedente – ha indicato una lieve migliorìa del mercato del lavoro.
PMI manifatturiero USA in crescita
Il dato, corretto per gli effetti stagionali, si è mantenuto ben al di sopra della soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione. Questo slancio ha sostenuto le aspettative di crescita per il secondo trimestre, ma non è riuscito a influenzare significativamente la volatilità dei Mercati europei, dove l’incertezza su inflazione e tassi di interesse resta dominante.
Domanda di sussidi alla disoccupazione in calo
Il leggero ribasso dei “claims” al di sotto delle 200 mila unità attese ha suggerito una leggera frenata nella necessità di assistenza statale, ma il dato non è stato sufficiente a invertire il sentimento negativo che ha caratterizzato le contrattazioni azionarie nella zona euro.
Andamento dei principali indici europei e titoli italiani
Fra i mercati del Vecchio Continente, Francoforte è sceso dello 0,49%, Londra dell’1,38% e Parigi dell’1,16%. In Italia, il FTSE MIB ha registrato una perdita dell’1,51%, mentre il FTSE Italia All-Share ha chiuso a 53.177 punti. I segmenti Mid-Cap e Star hanno subito rispettivamente cali dell’1,24% e dello 0,39%.
Best e worst performers a Milano
Tra i guadagni, Fincantieri ha guadagnato il 3,20% e Prysmian il 1,45%. Al contrario, UniCredit ha perso il 2,97%, Banco BPM il 2,89% e Mediobanca il 2,83%. BPER Banca è sceso del 2,76%. Nel segmento Mid-Cap, Reply è stato il più forte (+6,22%), seguito da Juventus (+2,59%) e Revo Insurance (+1,00%). I titoli più penalizzati sono stati BFF Bank (-8,84%), Banco Desio (-6,93%) e NewPrinces (-6,91%).
Spread tra BTP e Bund: evoluzione e prospettive
Lo spread BTP-Bund ha toccato +94 punti base, migliorando di 8 punti base rispetto alla sessione precedente, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si è fissato al 4,51%. Gli analisti vedono la situazione come una possibile contagiosità derivante dalle tensioni in Francia, ma sottolineano che il contesto attuale differisce dalla crisi del 2012, grazie a una crescita economica più solida e a utili aziendali più robusti. Per gli investitori, la raccomandazione è di privilegiare scadenze medio-corte (tre-cinque anni) e di monitorare gli sviluppi della legge di bilancio francese e le elezioni di medio periodo negli USA.
Gli operatori dovranno valutare attentamente la composizione dei portafogli, bilanciando opportunità nel settore tech con la necessità di protezione contro la volatilità dei tassi di interesse.



