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BePooler, Cattabriga: “Car sharing e Taxi pooling nel futuro di Milano”

Claudio Cattabriga ha raccontato i suoi progetti di mobilità sostenibile nell'intervista a Notizie.it | Milano.

Cattabriga

Il Dottor Claudio Cattabriga, pioniere della mobilità sostenibile, grazie a BePooler, ha portato sul mercato idee davvero innovative riuscendo nel tempo a collaborare con società di primo livello in Italia e con istituzioni pubbliche.

BePooler e la mobilità sostenibile

La società BePooler ha lanciato importanti iniziative nell’ambito della mobilità sostenibile. Dottor Cattabriga, che cosa si intende per mobilità sostenibile nel 2021? Emissioni zero, solo elettrico? Questa definizione è cambiata con la pandemia di Covid-19?

“Domanda difficile. È cambiata sì, anche perché è cambiato il paradigma per muoversi nelle città. Il coworking e lo smartworking hanno alterato tutta la matrice degli spostamenti casa-lavoro. Per mobilità sostenibile si intende una mobilità con il più basso livello di emissioni e di congestione stradale: è il problema delle grandi città che trovano poco spazio e tanti utilizzatori, anche temporanei, come ad esempio i turisti.

È difficile gestire il nostro capoluogo lombardo: a Milano il binomio turismo e lavoratori crea una situazione ancora più critica. Nel 2021 è cambiata la sensibilità collettiva su questi argomenti imposta un po’ dall’Europa, un po’ dall’emergenza ecologica: un fattore molto sentito e avvertito, soprattutto per quanto riguarda il surriscaldamento globale e altri fenomeni atmosferici; ragione per la quale sono stati presi e verranno presi provvedimenti per agevolare gli spostamenti. Sto parlando di elettrico, Car Sharing, economia che si sposta da quella del possesso a quella del servizio”.

Ci sono delle app dedicate?

“Ce ne sono tante, ma pensiamo che non ce ne sia nessuna completa come BePooler. In questi anni ha spostato il suo focus da mero car pooling a svolgere un aiuto a 360° per il trasporto condiviso, al fine di ottimizzare un po’ tutti i trasporti. Stiamo lavorando in questa direzione, abbiamo fatto qualcosa di originale”.

Come le è venuta questa idea? Avete avuto un fondo di investimento?

“In realtà non è venuta a me, ma a cinque ragazzi italiani che lavoravano in Svizzera e vedevano nel Canton Ticino numerosi problemi di spostamento casa-lavoro, soprattutto per i frontalieri.

Noi abbiamo investito circa 1,5 milioni di euro per lanciare BePooler in Italia, nel 2017 e lo scorso anno abbiamo fatto un ulteriore investimento”.

BePooler, l’iniziativa per il trasporto disabili

Nello specifico, parlando dell’iniziativa del trasporto disabili, come mai è stata prestata così tanta attenzione a un tema talvolta trascurato in Italia, nonché un elemento di criticità nel trasporto pubblico? In merito ai trasferimenti da e verso gli atenei di Milano, so che collaborate anche con il Politecnico. Le va di approfondire il tema?

“C’è sensibilità crescente. Per fortuna, il numero di persone svantaggiate è abbastanza limitato, inoltre si aggiunge un più alto numero di persone affette da disabilità temporanea: dalla caviglia slogata al braccio rotto. Lavorando insieme al Politecnico abbiamo pensato di poter ottimizzare tutti i fattori degli spostamenti già esistenti. La nostra idea, semplice, ma non così banale da realizzare, è che ci siamo avvicinati fino al 2020 al taxi collettivo, non lanciato a causa della pandemia, ma recupereremo nel 2022. Abbiamo fatto una lunga ed entusiasmante esperienza con Taxi Blu, la più grande cooperativa di taxi a Milano e abbiamo ricevuto all’inizio di quest’anno un forte interesse da una società benefit che si chiama PMG, la quale si occupa di trasporto disabili con mezzi dedicati: ha circa 900 mezzi in Italia che fanno questo. Ci sono vari tipi di portatori di handicap che hanno bisogno di essere trasportati e che quindi possono fare car pooling. Nel caso in cui queste persone necessitino di un accompagnatore possono rivolgersi al taxi pooling, pagando meno o niente. Dove invece hanno bisogno di mezzi dedicati possono usufruire dei mezzi di PMG. Così abbiamo messo in rete le tre organizzazioni per dare un servizio completo ai portatori di handicap, anche temporanei. Stiamo raccogliendo qualche successo a livelli di testimonianza, BePooler è pluripremiata. Alla fine, la funzionalità dovrebbe essere un qualche cosa che ricerca quello che il portatore di handicap abbisogna, andando a scalare sui tre mezzi in funzione dell’ordine di importanza o di gravità dell’handicap. La cosa divertente è che è un servizio completamente gratuito dove, al massimo, i portatori di handicap o gli accompagnatori, vengono invitati a fare una donazione. La donazione ha un vantaggio importante: si porta a casa un 20% di fiscalità. Un altro vantaggio importante è che attraverso una piattaforma di blockchain, TrustMeUp, il donante riceve dei Passion Coins, ovvero delle capacità di spesa digitali di pari importo alla donazione fatta. In questo modo si annulla la fuoriuscita monetaria e grazie ai coins può comprare magliette, viaggi o libri che rientrano nel bouquet offerto da TrustMeUp. Abbiamo suscitato ancora più sensibilità nel Comune di Milano che già ci aveva aiutato mettendo a disposizione dei parcheggi nelle metropolitane di interscambio”.

Bepooler: trasporto pubblico e aziende

Come pensa di integrare questa mobilità sostenibile anche al pubblico?

“C’è una questione macro di micro comunità. Il car pooling si rivolge a queste micro comunità come le università, gli ospedali, le grandi aziende. L’idea di estenderlo al pubblico massivo è un’idea che deve avere un’impronta istituzionale. Noi, da soli, da piccoli privati, non possiamo fare tutto: l’adozione deve essere fatta dal comune o dalla regione per adottare un certo tipo di scelta. Dove non c’è la benedizione istituzionale il servizio rimarrà diretto alle micro comunità. Il Politecnico ha ben 40.000 utilizzatori e all’interno, il professor Campi si occupa di disabilità. Insieme, facendo alcuni calcoli, abbiamo constatato che mediamente ci sono 70/80 persone al giorno che hanno problemi di mobilità”.

Quali aziende supportano il servizio?

“Ad oggi è un servizio in fase di lancio. A Milano abbiamo aziende storiche che utilizzano BePooler come A2A, Banca Intesa, Allianz, Mediolanum, Mondadori, Mediaset. Inoltre, abbiamo le municipalità milanesi, ospedali e università”.

Qualche chicca su Milano?

“Milano è una città avant-garde da tanti punti di vista. Pensiamo sia necessario mettere a fattor comune quelle che sono le iniziative riguardanti la mobilità sostenibile, soprattutto automobili. Biciclette, monopattini e corsie preferenziali ciclabili hanno dinamiche un po’ particolari ed esulano da quelli che possono essere operatori privati della mobilità, a differenza della mobilità su gomma, su ruote: pensiamo possa avere ampi margini di miglioramento. Vogliamo ottimizzare il coefficiente di riempimento delle automobili in car sharing, mentre per quanto riguarda la rete ferroviaria stiamo lavorando con gli operatori per mettere a fattor comune quelli che sono gli spostamenti intermodali su Milano. Un esempio diretto? Chiunque arriva alla stazione Centrale con il treno, potrà coprire l’ultimo miglio per andare al lavoro con i mezzi pubblici o con quelli privati. Noi ci proponiamo di coprire l’ultimo spostamento con il car pooling, il car sharing e il taxi pooling, precedentemente prenotato durante il viaggio ferroviario. Pensiamo sia abbastanza intelligente avere su Milano un bacino, un pilota di intermodalità esplicito, dal momento in cui è tanto ricettiva e guardata dalle altre città europee come città modello”.

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