Il 120° anniversario della Confederazione Generale del Lavoro è stato celebrato in grande stile nella splendida cornice del Teatro alla Scala di Milano. L’evento, organizzato dalla stessa CGIL, ha richiesto mesi di preparazione e ha attirato l’attenzione di esponenti politici, sindacali e culturali provenienti da tutta Italia. L’atmosfera è stata pervasa da un senso di continuità storica e di rinnovata energia verso le sfide del mondo del lavoro, a cui la CGIL intende rispondere con proposte concrete.
Presenza del presidente della Repubblica alla cerimonia della CGIL
All’ingresso del Teatro, un lungo applauso ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si è seduto tra la ministra del Lavoro Marina Calderone e i principali dirigenti sindacali, tra cui Sergio Cofferati e Maurizio Landini. Il canto dell’inno nazionale, eseguito dall’orchestra della Scala, ha dato il via a una standing ovation che ha tenuto il pubblico in piedi per diversi minuti. La presenza di Mattarella è stata descritta come un riconoscimento del ruolo fondamentale della CGIL nella difesa della Costituzione e dei diritti dei lavoratori, un simbolo di unità nazionale che supera differenze religiose, culturali e di colore della pelle.
Intervento di Maurizio Landini: dal riarmo alla pace disarmata
Il segretario generale Maurizio Landini ha utilizzato il palco per lanciare una forte critica verso le attuali politiche di spesa militare, sostenendo che l’aumento dei bilanci destinati all’armamento non garantisce sicurezza reale per i cittadini. Secondo Landini, tali investimenti sottraggono risorse fondamentali a salari, sanità, istruzione e nuove politiche industriali, minacciando la tenuta del modello sociale italiano ed europeo. Il discorso ha proseguito con un appello a una “pace disarmata”, richiamando le parole del Papa sulla necessità di una cooperazione multilaterale e il superamento delle austerità, per costruire un nuovo modello sociale europeo.
Critiche alle guerre in Ucraina, Gaza e oltre
Landini ha inoltre denunciato il rispetto sempre più scarso del diritto internazionale in contesti come l’Ucraina, Gaza e la Cisgiordania, definendo la corsa al riarmo, compreso quello nucleare, una minaccia per l’intero continente. Ha affermato che le scelte militari odierne non corrispondono a una difesa europea comune, ma piuttosto alimentano conflitti che possono destabilizzare l’intero ordine internazionale.
Racconti storici e culturali nella serata
Per onorare la lunga storia della CGIL, la manifestazione ha dedicato un segmento a Bruno Buozzi figura di spicco della Fiom e della CGIL negli anni ’20, ucciso dalle SS nel 1944. Attori come Stefano MassiniAngela FinocchiaroLella Costa e Lodo Guenzi hanno recitato letture e performance video che hanno ripercorso le battaglie sindacali più significative. Il momento culminante è stato il canto collettivo di “Bella ciao“, simbolo di resistenza, che ha coinvolto l’intero pubblico, trasformando la serata in un vero e proprio rituale di memoria e speranza.
Prospettive per il futuro della CGIL
Verso la fine dell’evento, Landini ha annunciato l’organizzazione, tra poche settimane, di una assemblea nazionale volta a rivedere il programma fondamentale della CGIL. Tra i temi all’ordine del giorno spicca la rivoluzione tecnologica intelligenza artificiale, robotica, algoritmi e nuove forme di organizzazione del lavoro saranno al centro del dibattito, poiché chi detiene la conoscenza digitale può influenzare l’intero mercato del lavoro. Landini ha invitato le nuove generazioni a non vedere la CGIL come un’entità del passato, ma come uno strumento di partecipazione capace di guidare la trasformazione sociale, evitando che nessuno resti solo di fronte al cambiamento.



