I presidenti dei nove municipi milanesi hanno sollevato una questione cruciale: i loro poteri sono limitati e spesso ostacolati da una burocrazia eccessiva. Questo malessere, condiviso da tutti, emerge quotidianamente nella gestione del territorio e delle persone. In vista delle elezioni del 2027, i presidenti hanno messo nero su bianco problemi, difficoltà, ma anche opportunità e spazi di miglioramento.
Le richieste dei municipi sono semplici: un potere centrale, sia statale che metropolitano, deve delegare di più e meglio. Mancano risorse, denaro e personale, ma non le idee e il coraggio per affrontare le sfide future.
Municipio 1: urbanistica e overtourism
Il Municipio 1, guidato da Mattia Abdu affronta una progressiva riduzione delle risorse umane, determinata dall’elevata età media del personale e da un turnover insufficiente. Abdu sottolinea l’importanza di tempi certi per le opere urbanistiche e per gli interventi di arredo urbano e sicurezza stradale. “Non possiamo aspettare fino a dieci anni per la chiusura o l’avvio di un cantiere”, afferma.
Tra le priorità del Municipio 1 ci sono il welfare e la cultura di prossimità per contrastare gli effetti dell’overtourism i piani d’area per i quartieri con problemi di convivenza tra residenti, vita notturna ed esercizi commerciali, e il monitoraggio del lavoro della Polizia Locale condiviso con il Municipio. Inoltre, Abdu richiede la riqualificazione e l’assegnazione delle case popolari nel Centro storico.
Municipio 2: verde e coordinamento
Per Simone Locatelli presidente del Municipio 2, il decentramento non può limitarsi a parole. “Sulla carta abbiamo molti poteri, ma nella pratica non arrivano mai”, spiega. Locatelli sottolinea la necessità di un’idea comune sul senso del decentramento, evitando un derby tra chi vuole i municipi come nuovi centri e chi pensa che non debbano interferire con il Comune.
Il Municipio 2 potrebbe svolgere meglio il proprio ruolo ampliando ad altri ambiti il modello di gestione del verde, che prevede una compartecipazione dei municipi alla definizione degli interventi da realizzare. Questo modello potrebbe essere esteso alla manutenzione delle strade e al welfare, considerate le tante situazioni di cui i municipi vengono a conoscenza. Locatelli propone inoltre di riconoscere ai municipi una funzione di coordinamento della prossimità.
Municipio 3: introiti dalle scuole e manutenzione
Nel Municipio 3, Caterina Antola denuncia che spesso vengono realizzati interventi senza il preventivo coinvolgimento dei municipi. Un esempio è la riqualificazione del laghetto del Parco della Lambretta, un progetto richiesto ma mai inserito. Antola sottolinea che non è mai stato applicato correttamente l’articolo 61 del Regolamento dei Municipi, che prevede la possibilità di utilizzare gli introiti derivanti dai canoni degli spazi scolastici utilizzati dalle associazioni sportive in orario extrascolastico e dagli spazi multifunzionali come gli Auditorium.
Antola richiede un budget congruo per decidere le priorità per piccoli interventi di lavori pubblici e un maggiore coinvolgimento negli interventi di carattere urbanistico. Inoltre, serve un maggiore coinvolgimento per i lavori di manutenzione straordinaria del verde.
Municipio 4: fondi e personale
Il Municipio 4, guidato da Stefano Binaco chiede funzioni più articolate accompagnate da un incremento dell’autonomia finanziaria e della dotazione di personale. Questo consentirebbe di gestire con più tempestività alcuni servizi di base che intercettano la quotidianità delle persone, come la manutenzione del verde, dell’arredo urbano e delle strade di quartiere.
Binaco sottolinea che una maggiore autonomia gestionale, esercitata in raccordo con gli uffici centrali, metterebbe i municipi nelle condizioni di dare risposte più rapide e coordinate. Disporre di una quota di bilancio e di personale da gestire direttamente, in coerenza con gli indirizzi dell’Amministrazione centrale, darebbe la possibilità di intervenire con più flessibilità su alcune manutenzioni di rilevanza locale e sulle priorità che emergono quartiere per quartiere.



