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Milano 2030: i progetti e gli investimenti esteri per la città del futuro

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato i progetti del PGT per gestire i finanziamenti esteri e costruire la città del 2030.

Milano 2030 Pgt
Milano 2030 Pgt

L’economia italiana non cresce, è ferma. Solo il capoluogo lombardo si muove verso il futuro e continua a essere fonte di attrazione per gli investimenti esteri. Il Consiglio comunale di Milano ha approvato i progetti del PGT per la metropoli del 2030.

Milano 2030: i progetti e la gestione dei capitali privati

È stato il sindaco di Milano Beppe Sala a precisare l’importo previsto per sostenere gli investimenti immobiliari della Milano che verrà. Tredici miliardi stanziati in dieci anni, dedicati allo sviluppo dell’unica città rimasta dinamica in un’Italia spenta. Non è un caso che il capoluogo lombardo sia diventato la capitale europea per investimenti, secondo quanto riporta il Rapporto 2019 di Scenari immobiliari.

La regina degli investimenti

I finanziamenti privati sono attratti dalla solidità delle normative e dall’efficienza della burocrazia. Milano ospita quasi il 50% delle multinazionali presenti in Italia e produce un decimo del Pil nazionale.

A confluire nel capoluogo sono prevalentemente capitali esteri, provenienti soprattutto da Stati Uniti, Germania e area asiatica.

I 2,1 miliardi di investimenti giunti nei primi nove mesi del 2019 non fanno altro che confermare Milano nel ruolo di regina del mercato immobiliare. Rispetto al 2018, poi, si è concretizzata un’importante novità: i grandi gruppi hanno trasferito la meta principale dei propri capitali dal centro storico alle aree suburbane e al progetto di Porta Nuova.

Le società immobiliari e le aree interessate

I miliardi di euro investiti sono concentrati nelle mani di poche ma importanti società immobiliari. Queste pianificano e coordinano i lavori per costruire la Milano del futuro. Il fondo americano Hines, per esempio, ha annunciato investimenti per 3 miliardi entro il 2023. Nel frattempo, insieme al gruppo Prelios, si occupa della ristrutturazione di Sesto San Giovanni: con 1.45 milioni di metri quadrati rappresenta l’area di riqualificazione più grande d’Italia.

Non solo: Hines ha acquistato anche l’ex Ippodromo Trotto, vicino allo Stadio San Siro.

Il progetto prevede l’edificazione di un complesso residenziale composto da 400 appartamenti da dare in affitto. Ma Hines ha dato il via anche alla costruzione di uno studentato da 1.200 posti letto nei pressi di Porta Ticinese, in zona Bocconi. Un’altra società interessata è la Värde Partners, pronta a investire 250 milioni insieme a Borio Mangiarotti nella creazione di un nuovo quartiere tra via Calchi Taeggi e via Bisceglie.

Inoltre, gli australiani di Lendlease hanno riqualificato l’area post Expo e con il contributo della società Risanamento stanno edificando un nuovo business district a Santa Giulia, attorno alla sede di Sky. Nel sud della città l’impresa immobiliare Covivio si inserirà nel progetto di rigenerazione urbana C40 relativo a 14 metropoli europee.

Il piano si concretizzerà nella zona di via Serio, grazie alla vittoria del concorso “Reinventing cities“.

La presenza di Coima

Nel real estate di Milano si inserisce anche Coima. L’impresa è guidata da Manfredi Catella, che ha permesso lo sviluppo dell’area di Porta Nuova delineando il moderno skyline della città. Accanto alla Torre Unicredit, Coima ha acquistato il Pavillon e lo ha dato in affitto a Ibm. Ha poi comprato le sedi di Microsoft e Philips, per un totale di 158 milioni di euro.

Coima, Covivio, Hines e altre società immobiliari sono in concorrenza tra loro per aggiudicarsi la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana, che nel 2026 ospiterà il villaggio olimpico. La zona è così ambita perché al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina il progetto prevede la riconversione degli edifici in dormitori. Sarebbe una zona universitaria particolarmente comoda.

Porta Romana rientra nel piano di riqualificazione di sette ex scali ferroviari milanesi promosso dal Comune e concordato con Ferrovie dello Stato nel 2017. Tra i progetti a buon punto c’è quello di Farini-San Cristoforo, grazie al programma completamente green dello studio svedese Oma.


Le dichiarazioni del Consiglio comunale di Milano

Il sindaco Beppe Sala ha però sottolineato la necessità di governare tale fenomeno e ha ricordato come a godere di questo frangente positivo sia una parte ancora troppo limitata della città. L’obiettivo è, dunque, garantire maggiore equità. Per gestire la penetrazione dilagante degli investimenti immobiliari, il Consiglio comunale ha approvato il Piano del Governo del Territorio (PGT).

Si tratta di un documento che detta regole volte a garantire uno sviluppo urbanistico corretto ed ecosostenibile in un’area di 2,9 milioni di metri quadrati. Per questo le nuove costruzioni avranno l’obbligo di essere a zero emissioni di Co2. Inoltre, come riporta l’assessore all’urbanistica del Comune Pierfrancesco Maran, il PGT spingerà verso tre direzioni gli investimenti per la costruzione di Milano 2030.

Più case in affitto a prezzi controllati; realizzazione di almeno venti nuovi parchi; 1.6 miliardi di euro per rigenerare e migliorare la qualità della vita nelle periferie: questi gli obiettivi principali del Piano. Il tutto al fine di rispondere alle necessità di tutti i cittadini milanesi: ai giovani, agli abitanti di zone che hanno beneficiato meno della crescita e a coloro che chiedono più verde e attenzione all’ambiente.

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