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Teatro Alla Scala: la storia del tempio della lirica e del balletto a Milano

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In pochi conoscono la lunghissima storia e l'origine del nome del Teatro Alla Scala, istituzione artistica riconosciuta in tutto il mondo.

teatro alla scala
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Il Teatro alla Scala è uno dei tempi della lirica e del balletto a livello mondiale. Andiamo a scoprire la sua storia affascinante, che coincide con gran parte delle storia italiana e della storia della musica.

Teatro Alla Scala: la storia

Il Teatro alla Scala, anche conosciuto semplicemente come La Scala, è stato fondato alla fine dell’Ottocento, quando Milano era sotto il dominio austriaco. Nel 1776, mentre gli americani dall’altra parte dell’Oceano erano impegnati in una delle rivoluzioni più importanti della storia moderna, i milanesi guardavano il loro amato teatro inghiottito dalle fiamme. Al tempo si chiamava però Teatro Ducale Reale ed era stato accidentalmente incendiato durante le celebrazioni di Carnevale.

I nobili che si recavano spesso a teatro scrissero all’imperatore chiedendogli aiuto. Bisognava infatti trovare una soluzione alternativa. All’imperatrice Maria Teresa d’Austria venne un’idea: utilizzare una chiesa sconsacrata proprio dove adesso si trova il famoso teatro, intitolata a Santa Maria alla Scala. Ecco infatti da dove viene il nome che potrebbe sembrare curioso. I soldi per la nuova costruzione vennero raccolti vendendo i diritti per i nuovi palchetti e gli aristocratici di Milano non si tirarono di certo indietro.

La Scala venne così inaugurata nel 1778 e la prima performance fu L’Europa riconosciuta di Antonio Salieri, opera composta appositamente per l’inaugurazione del nuovo teatro. Nel 1872 divenne proprietà del Comune di Milano e durante la Prima Guerra Mondiale venne chiusa. Nel 1920, il direttore Arturo Toscanini fondò un comitato per raccogliere fondi per la sua riapertura. Bombardata durante il secondo conflitto mondiale, riaprì nel 1946 proprio grazie ai soldi nuovamente raccolti da Toscanini.

Nel 2001 è stata sottoposto a profondi e costosi restauri. Si è occupato del progetto l’architetto Mario Botta, che è costato circa 60 milioni di euro. La Scala è tornata attiva dal 2004. Per l’inaugurazione è stata riproposta L’Europa riconosciuta di Salieri, in continuità con la tradizione che la contrassegna.


L’architettura

Il progetto iniziale venne assegnato all’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini, raccomandato personalmente dall’Arciduca d’Austria. La sua facciata rispetta i canoni neoclassici del periodo: colonne, pilastri, frontoni e proporzioni erano gli elementi principali. Anche se potrebbe sembrare poco grandiosa, La Scala inizialmente era stata progettata proprio per inserirsi in maniera armonica con il resto degli edifici della strada, sempre secondo le regole neoclassiche. Il visitatore si trova però a bocca aperta una volta oltrepassato il portone principale. Originariamente l’interno prevedeva 6 file di palchetti, i cui parapetti assieme al soffitto erano disegnati e decorati secondo l’estetica di due artisti rinomati del periodo: Levanti e Reina. Ad ogni modo, molti nobili decisero di far ridecorare il proprio palchetto secondo i gusti personali. Infatti, al tempo andare a teatro era un modo per mostrare la propria ricchezza e raffinatezza. Sfortunatamente, solo pochi palchetti originali sono riusciti ad arrivare intatti ai giorni nostri. Un importante protagonista dell’interno è sicuramente il lampadario, in cristallo di Boemia e formato da 365 lampadine. Infine, il palco è uno dei più grandi al mondo, ricoprendo 1200 metri quadri.

Se siete appassionati di teatro e se la storia del Teatro alla Scala vi ha affascinato, allora non potete farvi mancare una visita al Museo Teatrale alla Scala. Fondanto nel 1913, si trova sulla sinistra guardando la facciata del teatro. Qui si possono trovare dipinti, manifesti, strumenti, partiture originali e altre curiosità che riguardano il mondo del palcoscenico. Un’ampia sezione del museo è dedicata a Giuseppe Verdi, che proprio Alla Scala debuttò.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono Milano e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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