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Giornate FAI 2026: Milano, Ascoli e i volontari protagonisti

Quattrocentomila persone hanno visitato siti chiusi, Milano è in vetta e la Rete Occhio al Ponte lotta per il ponte San Michele

Giornate FAI 2026: Milano, Ascoli e i volontari protagonisti

Il Giornate FAI d’Autunno si sono svolte sabato 10 e domenica 11 ottobre, attirando ben 400mila visitatori in tutta Italia. In più di 350 comuni sono state aperte strutture normalmente inaccessibili grazie all’impegno dei volontari del FAI, degli Apprendisti Ciceroni e di numerosi gruppi locali. Il risultato è stato un flusso impressionante di pubblico, con code ordinate nonostante le condizioni meteo variabili, soprattutto al Centro-Sud e nelle Isole.

Numeri e distribuzione delle visite

Durante il fine settimana si sono conteggiate oltre 700 aperture, coprendo una rete di 350 città italiane. La classifica nazionale dei luoghi più visitati ha riservato il primo posto a Palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno, mentre Milano ha conquistato due posizioni: al secondo posto il Palazzo Dugnani e al terzo il cantiere contemporaneo CityWave. A livello regionale i flussi più consistenti sono stati registrati in Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Oltre 75 aperture hanno celebrato l’artigianato e il Made in Italy, sottolineando la varietà dell’offerta culturale.

Palazzo Saladini Pilastri di Ascoli Piceno, la stella del weekend

Il gioiello architettonico di Ascoli ha riaperto le sue porte all’improvviso, appena un giorno dopo l’inaugurazione dei lavori di restauro promossi dal Comune. La Delegazione FAI di Ascoli Piceno affiancata dal Gruppo FAI Giovani Piceno ha organizzato tre percorsi distinti, ognuno contraddistinto da un colore: verde per il giardino con la Coffee House, giallo per la barocca Chiesa di Sant’Egidio e rosso per l’Ala Est e le sale decorate. Il sindaco Marco Fioravanti ha sottolineato l’importanza della riapertura, definendola “un’occasione irripetibile” per i cittadini e per i turisti.

Gli Apprendisti Ciceroni circa 9mila giovani formati per accompagnare il pubblico, hanno svolto un ruolo cruciale, narrando la storia dei giardini, della chiesa e degli interni nobiliari. L’accessibilità è stata garantita parzialmente per il giardino, mentre le altre aree rimangono chiuse al pubblico, rispettando le norme di conservazione.

Milano in vetta: Palazzo Dugnani e CityWave

Nel panorama nazionale, Milano ha consolidato la sua reputazione di capitale culturale, piazzandosi al secondo e al terzo posto con Palazzo Dugnani e CityWave. Entrambi i siti hanno attirato migliaia di persone, dimostrando come la città sia capace di coniugare patrimonio storico e progetti contemporanei. Il Palazzo Dugnani, con le sue sale barocche, ha offerto un viaggio tra arte e architettura del XVIII secolo, mentre il cantiere CityWave ha mostrato la trasformazione di un ex deposito industriale in un polo creativo, suscitando grande curiosità tra i partecipanti.

Il ruolo dei giovani e la Rete Occhio al Ponte

Oltre 30 volontari della Rete Occhio al Ponte hanno gestito due giornate di attività a Paderno d’Adda, installando gazebo vicino a Villa Gnecchi Ruscone, al ponte San Michele e al Molino Colombo. Il loro obiettivo era informare i cittadini sulle iniziative della rete e raccogliere voti per il censimento FAI “I Luoghi del Cuore”. Come affermato dagli esponenti della rete, “Un’opportunità per tutelare e valorizzare il ponte” e la partecipazione attiva della comunità sono fondamentali per far emergere il valore di questo patrimonio paesaggistico.

Alle postazioni è stato possibile conoscere le attività della Rete, incontrare i volontari e, soprattutto, votare per il ponte San Michele. Il messaggio chiave è stato chiaro: “Più voti raccoglierà il ponte, più forte sarà la voce del territorio”. L’iniziativa ha dimostrato come la collaborazione tra associazioni culturali e cittadini possa trasformare un semplice evento in un vero e proprio strumento di tutela del patrimonio.

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