Da più di sette decenni la Giselle di Yvette Chauviré è una delle produzioni fisse del Corpo di Ballo della Scala. Le scenografie e i costumi originali, firmati da Aleksandr Benois sono stati conservati con rigidi criteri filologici sottoposti a continui restauri per permettere alla rappresentazione di resistere al trascorrere del tempo senza perdere autenticità.
Una rilettura storica: l’eredità di Yvette Chauviré
Prima di dirigere il proprio balletto, Chauviré aveva drizzato i riflettori all’Opéra di Parigi come étoile. La sua esperienza sul palcoscenico le ha permesso di reinterpretare la coreografia ottocentesca di Jean Coralli e Jules Perrot con una chiarezza e una semplicità narrative che ne hanno assicurato il successo. Il direttore della Scala, Frédéric Olivieri ha sottolineato come “coerenza, autenticità e una narrazione limpida” siano le chiavi di quella versione, soprattutto nella celebre scena della follia, considerata una delle più compiute della storia del balletto.
Il cast attuale e le date di scena
L’ultima incarnazione del ruolo di Giselle, presentata nel 2022, vedeva protagoniste Nicoletta Manni e Martina Arduino. Per la stagione 2026, il ruolo sarà alternato fra Virna ToppiVittoria Valerio e Alice Mariani. Al loro fianco, la parte di Albrecht sarà affidata a Timofej AndrijashenkoMattia SemperboniNicola Del FreoClaudio Coviello e Navrin Turnbull. Le rappresentazioni sono programmate dal 1 al 23 ottobre, con orari variabili a seconda del giorno della settimana.
Calendario dettagliato
Le serate si articolano così: il 1 ottobre (giovedì) – 20:00; dal 5 al 9 ottobre (lunedì, mercoledì, venerdì) – 20:00; dal 13 al 17 ottobre (martedì, sabato) – 20:00; infine dal 19 al 23 ottobre (lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì) – 20:00. Tutti gli spettacoli avranno luogo presso il Teatro alla Scala Piazza della Scala 1, Milano.
Scenografie, costumi e la sfida del restauro
Le scenografie di Benois, realizzate per la prima volta nel 1950, sono state oggetto di un meticoloso processo di recupero e modernamento. Il restauro rispetta le tecniche originali, preservando le tinte e i dettagli pittorici che caratterizzano il paesaggio romantico del balletto. I costumi, anch’essi conservati, vengono periodicamente rifatti a mano per garantire la stessa vestibilità e lucentezza di quando furono indossati per la prima volta.
Il risultato è una produzione che unisce la tradizione storica a un approccio contemporaneo di conservazione, permettendo al pubblico di vivere un’esperienza autentica senza rinunciare alla freschezza visiva.



