29 Settembre 2026 ☁ 19°

Estate nei Chiostri 2026: il ruolo della fotografia nelle società contemporanee

Un ciclo di incontri a Milano celebra i duecento anni della fotografia, esplorando il suo ruolo nelle società contemporanee attraverso le voci di artisti e critici.

Estate nei Chiostri 2026: il ruolo della fotografia nelle società contemporanee

La fotografia, da quando Joseph Nicéphore Niépce scattò la prima immagine nel 1826, ha subito una trasformazione radicale. Oggi, a duecento anni da quella pietra miliare, la Società Umanitaria di Milano ospita un ciclo di incontri intitolato Appunti d’arte che si inserisce nel contesto dell’Estate nei Chiostri 2026.

Questo ciclo di talk, che si svolge presso i Chiostri di San Barnaba è un viaggio attraverso la storia della fotografia, dalle sue origini fino alle pratiche contemporanee che ne ridefiniscono i confini. Gli incontri sono un’occasione per riflettere su come questo mezzo abbia influenzato e continui a influenzare il nostro modo di vedere e interpretare il mondo.

Il groviglio delle ricerche fotografiche

Il primo incontro, tenutosi il 7 luglio alle ore 18.30 ha visto protagonisti Mauro Zanchi e Andrea Tinterri che hanno esplorato il concetto di tempo non lineare nella fotografia. Partendo dalle parole di Lina Bo Bardi“il tempo lineare è un’invenzione dell’Occidente. Il tempo non è lineare, è un meraviglioso groviglio”, i relatori hanno analizzato fotografie a cavallo tra Ottocento e primi anni del Novecento, ricollocandole nel contesto contemporaneo.

Questo talk ha ripercorso i primi cento anni della storia della fotografia, cercando nuovi approdi possibili ed interferenze con il linguaggio contemporaneo. Zanchi e Tinterri hanno ricostruito una storia dell’immagine fotografica non necessariamente cronologica, mostrando come le immagini del passato possano assumere nuovi significati nel presente.

La fotografia del dissenso

Il secondo incontro, previsto per il 14 luglio alle ore 18.30 ha visto la partecipazione di Roberta Pagani e Sergio Giusti che hanno esplorato il ruolo della fotografia come strumento di dissenso e resistenza. I relatori hanno attraversato la storia della fotografia, interrogandosi su come questo linguaggio sia diventato, in alcuni casi, una forma di sovversione.

Il talk ha indagato quei passaggi e quegli episodi che hanno permesso alla fotografia di oltrepassare la soglia del conformismo, diventando uno strumento politico e sociale in grado di condizionare il mondo. Pagani e Giusti hanno mostrato come la fotografia possa essere utilizzata per sfidare le norme e promuovere il cambiamento sociale.

La fotografia come territorio di frontiera

L’ultimo incontro, previsto per il 21 luglio alle ore 18.30 vedrà protagonisti gli artisti Irene FenaraMattia Balsamini e Leonardo Magrelli che si interrogheranno sul linguaggio fotografico e su come la funzione del mezzo sia mutata nel tempo. Il talk, moderato da Zanchi e Tinterri, rifletterà su questo territorio di frontiera della fotografia, cercando di capire quale ruolo continui a mantenere nelle nostre società sempre più liquide e fragili.

Gli artisti esploreranno gli esiti contemporanei delle loro ricerche, mostrando come la fotografia possa essere utilizzata per esplorare nuove frontiere creative e concettuali. Questo incontro è un’opportunità per riflettere sul futuro della fotografia in un panorama in cui il post-fotografico sembra sovvertire il suo stesso statuto.

Gli incontri si tengono presso la Società Umanitaria in Via San Barnaba 48 a Milano. L’ingresso è libero, ma è consigliata la prenotazione. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Società Umanitaria al numero 02 5796831 o visitare il sito /milano.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
1464
Corrado da Fogliano diventa governatore di Genova per gli Sforza di Milano