6 novembre 2026 ☁ 10°

Tragedia a Milano: incendio in cantina di via Ugo Tommei uccide 76enne

Un incendio nella cantina di via Ugo Tommei, a Calvairate, ha causato la morte di un senzatetto 76enne dopo un lungo trasporto al Niguarda.
Tragedia a Milano: incendio in cantina di via Ugo Tommei uccide 76enne

Intorno alle 21.30 di giovedì 5 novembre, nella zona Calvairate di Milano, un violento incendio si è sviluppato nella cantina di un edificio gestito dall’Aler, situato in via privata Ugo Tommei. Il locale, originariamente destinato a contenere oggetti e suppellettili, era stato occupato da un uomo di 76 anni privo di dimora, che vi aveva trovato rifugio temporaneo. Quando le fiamme hanno avvolto gli arredi accumulati, il fumo denso ha rapidamente riempito lo spazio chiuso, creando una situazione di estrema pericolosità. Le prime testimonianze indicano che l’origine del rogo è ancora sotto investigazione, con la possibilità di un innesco accidentale.

L’allarme è scattato quasi simultaneamente alle autorità competenti: sul posto sono intervenuti squadre dei vigili del fuoco e diverse volanti della polizia di Stato. I soccorritori hanno dovuto affrontare una fitta coltre di fumo e un incendio che aveva interessato anche l’impianto elettrico del condominio, rendendo l’operazione di salvataggio particolarmente complessa. Tra le persone coinvolte, oltre al senzatetto, c’era un condomino tetraplegico residente al secondo piano della scala F, legato a un dispositivo medico. La tempestività degli interventi è stata fondamentale per evitare ulteriori vittime.

Incendio nella cantina di via Ugo Tommei

La scena, descritta dai primi soccorritori, mostrava una cantina completamente pervasa dal fuoco, con pile di mobili, scatole e altri oggetti che si sono trasformati in combustibile. Il fumo, denso e ricco di monossido di carbonio, ha rapidamente intossicato l’area, rendendo difficile la respirazione anche per i vigili del fuoco. Il paziente, un uomo di 76 anni senza fissa dimora, è stato estratto in condizioni critiche, con segni evidenti di avvelenamento da fumo. Nonostante l’intervento rapido, il suo stato era già gravemente compromesso.

Possibili cause del rogo

Le indagini preliminari hanno escluso l’ipotesi di un incendio doloso, concentrandosi invece su un’origine accidentale. La presenza di numerosi oggetti di plastica e tessuto, strettamente ammassati, potrebbe aver facilitato la propagazione rapida delle fiamme. Al momento non è stata individuata alcuna scintilla evidente, ma le autorità stanno esaminando la possibilità di un cortocircuito o di un fuoco lasciato incustodito da un apparecchio elettrico. La gestione dei locali di deposito in condomini, soprattutto quelli non adeguatamente sorvegliati, è al centro dell’attenzione.

Intervento dei soccorsi e conseguenze fatali

Il paziente è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale Niguarda in uno stato di grave intossicazione da fumo. Gli operatori sanitari hanno tentato di stabilizzare le funzioni vitali, ma le lesioni respiratorie e l’irreversibile danno da avvelenamento hanno reso le cure disperate. Intorno alle 7.30 del venerdì mattina, il suo cuore ha smesso di battere, segnando la tragica conclusione di una notte ormai segnata dalla disperazione.

Salvato un residente tetraplegico

Nel bel mezzo dell’emergenza, i vigili del fuoco hanno riuscito a mettere in salvo un condomino tetraplegico, legato a un dispositivo medico al secondo piano della scala F. Il fuoco, infatti, aveva interessato anche l’impianto elettrico del condominio, minacciando di compromettere il macchinario di assistenza vitale. Grazie alla prontezza dei soccorritori, l’apparecchio è stato spostato in sicurezza, evitando ulteriori rischi per la salute del paziente.

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