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Scuole in rovina: al Levi e all’Erasmo manifestazioni degli alunni

Gli alunni di due istituti di Bollate hanno sciopato, chiedendo lavori urgenti per edifici degradati
Scuole in rovina: al Levi e all’Erasmo manifestazioni degli alunni

Da due giorni gli studenti del liceo scientifico Primo Levi e dell’istituto tecnico Erasmo da Rotterdam, entrambi situati a Bollate, hanno interrotto le lezioni per denunciare le condizioni degradanti dei loro edifici. Le manifestazioni, arricchite da cartelli e striscioni, hanno attirato l’attenzione dei media locali e delle autorità metropolitane.

Al Levi, edificio degli anni ’70, i ragazzi hanno evidenziato la presenza di un tetto pericolante che cade a pezzi in corrispondenza di ogni pioggia. Il problema si è aggravato negli ultimi mesi, con infiltrazioni d’acqua che hanno allagato alcune aule. Parallelamente, solo due servizi igienici risultano ancora funzionanti per una popolazione studentesca di circa 1.200 persone, creando disagi sanitaires e un clima di insicurezza.

Le proteste congiunte al Levi e all’Erasmo

Giovedì gli alunni dell’Erasmo da Rotterdam, che ospita indirizzi artistici, scientifici e informatici, si sono uniti al corteo del Levi, formando una marcia di centinaia di studenti lungo le vie che collegano i due plessi. Lo slogan principale recitava: «Crollano i nostri tetti e crolla la vostra credibilità», accompagnato da richieste specifiche come «Il bagno è un diritto». I manifestanti hanno inoltre denunciato la presenza di cantiere lumaca, definito così per la lentezza dei lavori di messa in sicurezza.

Durante le proteste è emerso anche un problema di furti di monopattini e scooter nei cortili scolastici, avvenuti proprio durante le ore di lezione. Gli studenti hanno sostenuto che l’assenza di un efficace sistema di videosorveglianza rende la scuola un luogo “aperto a chiunque” e ha inficiato il senso di sicurezza degli alunni.

Incontro con la Città Metropolitana e prospettive di intervento

Le proteste hanno portato a un incontro con i rappresentanti della Città Metropolitana di Milano, tra cui il consigliere delegato all’edilizia scolastica Roberto Maviglia e il vicesindaco Francesco Vassallo. La riunione, fissata per il 23 ottobre, prevedeva la discussione delle tempistiche dei lavori di ristrutturazione e il bilancio dedicato.

Costi, tempistiche e ambiti dei lavori

È stato comunicato che verranno stanziati 2,5 milioni di euro per la ricostruzione delle coperture, la sostituzione dei canali di gronda e la sistemazione delle aule allagate. I lavori, che dovranno convivere con l’attività scolastica, dovrebbero concludersi nella primavera del 2027. Un ulteriore stanziamento di 2,5 milioni è stato destinato al Comune per la riqualificazione di palestre, spazi esterni e del campo da calcio del Levi, includendo un nuovo manto sintetico.

Roberto Maviglia ha rassicurato gli studenti che le risorse sono state finalmente allocate dopo anni di inattività, mentre Francesco Vassallo ha sottolineato la necessità di garantire la “sicurezza e funzionalità” degli edifici senza interrompere le lezioni. Entrambi hanno promesso di illustrare lo stato di avanzamento dei cantieri nel prossimo incontro.

Movimento studentesco a Milano e richieste finali

Il voto di protesta non si è limitato a Bollate: venerdì è prevista una manifestazione a Milano, nella zona di Largo Cairoli, con lo slogan «Nessuno è straniero nelle scuole». L’iniziativa, a cui partecipano tutti i collettivi delle scuole superiori milanesi, si inserisce nel più ampio calendario del Fridays for Future, segnalando una sinergia tra temi ambientali e diritti educativi.

Gli alunni chiedono un investimento concreto nella manutenzione scolastica, la riapertura di tutti i bagni, la messa in sicurezza dei tetti, la presenza di personale docente stabile e una sorveglianza efficace per prevenire furti. Le autorità hanno riconosciuto le legittime lamentele e si sono impegnate a dare risposta entro la primavera prossima.

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