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Tecnologia e banche spingono giù il FTSE MIB, energia sostiene il mercato

Il mercato milanese registra una flessione marcata: le banche e le tech cadono, ma l'energia e il lusso mostrano resilienza.
Tecnologia e banche spingono giù il FTSE MIB, energia sostiene il mercato

La contrattazione di oggi a Piazza Affari si è conclusa con un calo netto del FTSE MIB, che ha perso lo 0,7% per chiudere intorno ai 48.000 punti. Il trend è stato trainato da una pressione diffusa su tutta la zona euro, dove gli indici principali hanno registrato decrementi simili. Gli investitori hanno reagito a una serie di dati trimestrali deludenti, all’aumento dello spread Btp/Bund e alle preoccupazioni legate al mercato obbligazionario francese.

Calato il FTSE MIB: dati della chiusura e contesto europeo

Il mercato italiano è stato il più penalizzato tra le principali borse europee, con un calo del 2,54% rispetto alla chiusura della giornata precedente. Lo spread tra Btp e Bund si è appena spostato a 124-125 punti base, segnalando un aumento del costo del denaro per l’Italia. Il rendimento del decennale italiano è rimasto stabile intorno al 4,57%, mentre il Bund tedesco ha mantenuto livelli più contenuti, alimentando la disparità.

Parallelamente, le notizie internazionali hanno inciso sul sentiment: Wall Street ha chiuso in zona negativa, con il Dow Jones in calo dell’1% e l’S&P 500 in ribasso dello 0,5%. La decisione della Banca centrale russa di mantenere invariato il tasso al 14% ha rafforzato il ruvido clima di incertezza sui mercati mondiali.

Banche e tecnologia al centro del ribasso

Il segmento bancario ha subito le perdite più marcate. UniCredit ha chiuso con un -4,7%, seguita da MPS (-4,3%) e Banco BPM (-4,2%). Anche Intesa Sanpaolo e BPER Banca hanno registrato cali tra il -3,3% e il -3,8%. Le cause principali sono state le aspettative di utili più basse rispetto alle previsioni, il timore di un aumento dei costi di finanziamento e la pressione sullo spread sovrano che potrebbe far lievitare il costo del credito.

Il settore tech in crisi

Il comparto tecnologico ha contribuito al trend negativo, con Technoprobe in calo del 7,6% e Prysmian che ha perso il 7,6% della sua capitalizzazione. Anche STM ha chiuso in ribasso con -4,9%. La debolezza è stata alimentata da vendite su titoli legati all’intelligenza artificiale, dopo che le ultime trimestrali hanno deluso le aspettative di crescita e hanno evidenziato margini più compressi rispetto al trimestre precedente.

Energia e lusso resistono: i titoli trainanti

Contrariamente al resto del mercato, il comparto energetico ha mostrato una notevole resilienza grazie al rialzo del prezzo del petrolio. Eni ha guadagnato il 5,1% dopo l’annuncio di un dividendo straordinario, mentre Tenaris è salito del 5% e Saipem ha chiuso con un +6%. L’energia è stata sostenuta da un Brent sopra i 114 dollari al barile e da un WTI che ha superato i 101 dollari.

Lusso e consumatori

Nel segmento del lusso, Moncler ha registrato un +2,6% grazie ai risultati positivi dei conti trimestrali, mentre Brunello Cucinelli ha guadagnato l’1,5%. Campari e Inwit hanno chiuso in rialzo con +2,4% ciascuna, e Amplifon ha ottenuto +0,9%. Questi risultati riflettono una domanda ancora solida nei mercati di alta gamma, nonostante il contesto macroeconomico avverso.

La giornata di oggi ha evidenziato una spaccatura netta tra settori: le banche e la tecnologia hanno subito pressioni derivanti da previsioni di utili più deboli e da un spread in aumento, mentre l’energia e il lusso hanno beneficiato di prezzi del petrolio più alti e di risultati aziendali più favorevoli. Gli osservatori di mercato rimangono cauti, soprattutto in vista del giudizio di Moody’s sulla sovranità francese, che potrebbe ulteriormente influenzare lo spread Btp/Bund nelle prossime settimane.

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