Due giovani di origine egiziana sono stati arrestati per la rapina aggravata consumata il 5 maggio 2026 nella stazione Metropolitana MM1 “Palestro” a Milano, dove una donna con il figlio di due anni è stata spinta e depredata di un orecchino e di una collana. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.
Il caso ha assunto rilevanza per le modalità dell’aggressione e per l’impiego coordinato di strumenti investigativi: la vittima ha sporto denuncia e le indagini sono state condotte dalla Polizia di Stato sotto la direzione del VII Dipartimento della Procura di Milano.
Ricostruzione dell’aggressione e condizioni delle vittime
La vittima, intenta a percorrere una rampa di scale con un passeggino e il figlio di due anni, ha ricevuto un’offerta di aiuto dai due sospetti che, dopo aver guadagnato fiducia, l’hanno seguita. Al momento in cui la madre si è concentrata sul bambino i due l’hanno spinta alle spalle facendola cadere insieme al piccolo; nel trambusto hanno sottratto un orecchino e una collana e si sono allontanati tra le gallerie della linea M1. La donna ha riportato multiple contusioni con prognosi di cinque giorni, mentre il bambino ha avuto un trauma cranico non commotivo con prognosi di due giorni.
Indagini del Commissariato Garibaldi Venezia e uso del SARI
Gli investigatori del Commissariato Garibaldi Venezia hanno analizzato le registrazioni del sistema di videosorveglianza gestito da ATM e hanno utilizzato il SARI, il sistema automatico di riconoscimento immagini per confrontare i fotogrammi con archivi di precedenti. La vittima ha riconosciuto i volti dei sospetti nel procedimento di identificazione fotografica, e i controlli sul territorio hanno permesso di localizzare e fermare i due indagati entro pochi giorni dall’aggressione.
Misure cautelari e trasferimento a Milano San Vittore
Il quadro indiziario raccolto ha portato alla richiesta e all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere; le misure sono state eseguite dalla Polizia di Stato che ha trasferito gli arrestati nella casa circondariale di Milano San Vittore. I magistrati del VII Dipartimento della Procura di Milano hanno ritenuto sussistente il pericolo di reiterazione del reato in considerazione delle modalità operative e dei precedenti penali riscontrati a carico dei fermati.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari; la responsabilità penale sarà accertata in sede giudiziaria con sentenza irrevocabile. La vicenda ha richiamato l’attenzione sul ruolo della videosorveglianza e sui meccanismi di cooperazione tra forze dell’ordine e sistemi tecnologici per la sicurezza nella rete metropolitana milanese. La segnalazione e la denuncia della vittima sono rimaste elementi centrali per l’avanzamento dell’inchiesta.



