Un uomo di 36 anni di origine rumena è stato arrestato dopo aver aggredito la sua ex compagna, una cittadina italiana di 22 anni, l’8 settembre nei pressi della Stazione Centrale di Milano.
Il caso ha attirato attenzione perché l’aggressione è avvenuta in luogo pubblico e si è inserita in un quadro di presunti comportamenti persecutori documentati dalla Polizia Locale. Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026.
Perché la vicenda è rilevante
L’episodio è stato considerato significativo dalle autorità per la continuità delle minacce e per la presenza di testimoni oculari che hanno permesso un’identificazione rapida. Le indagini hanno portato a contestazioni più ampie rispetto al singolo pugno al volto, evidenziando elementi che motivarono la richiesta di misure cautelari.
Ricostruzione dei fatti e indagini
La dinamica ricostruita dagli investigatori indica che il 36enne si era avvicinato alla donna con un atteggiamento minaccioso e le aveva rivolto insulti per motivi di gelosia; in un momento dello scontro l’ha colpita al volto con un pugno. Testimoni presenti hanno fornito dichiarazioni e alcuni hanno registrato parti dell’accaduto, agevolando l’identificazione dell’aggressore.
La Polizia Locale ha accertato che l’episodio non era isolato: risultavano segnalati atti persecutori, minacce telefoniche e comportamenti intimidatori protratti per diversi mesi. Tra le contestazioni contestate all’uomo figurano atti persecutorilesioni personali aggravate e violenza sessuale quest’ultima in relazione a rapporti definiti non consensuali dagli inquirenti.
Misura cautelare e motivazioni del GIP
Il 30 settembre la Polizia Locale ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il GIP ha ritenuto fondato il timore di reiterazione dei reati e ha disposto la detenzione preventiva, eseguita immediatamente dalle forze dell’ordine.
Nel corso delle verifiche è emerso anche un uso frequente di alcol e sostanze che gli investigatori hanno indicato come fattore aggravante nella valutazione del rischio di recidiva. La misura è stata motivata dalla gravità delle violenze e dalla continuità delle minacce documentate.
Stato del procedimento
Il procedimento penale è in corso e la vicenda è sotto monitoraggio giudiziario. Le autorità competenti hanno avviato le attività istruttorie necessarie per le fasi successive del processo, sulla base delle prove raccolte: testimonianze oculari, registrazioni di chiamate minacciose e altri elementi probatori acquisiti dalla Polizia Locale.
La vicenda resta in evoluzione e sarà aggiornata con nuovi sviluppi procedurali.



