Un pellegrinaggio civile da Sedriano-Vittuone a Lezzeno per riaffermare la memoria dei giovani partigiani e difendere le targhe restaurate dall'Anpi

Una squadra di cittadine e cittadini ha varcato le rive del Lago di Como per una mattinata dedicata alla memoria: l’iniziativa è stata promossa dalla sezione Anpi Sedriano-Vittuone Carlo Chiappa “Abele” e ha visto la partecipazione di circa trenta persone.
Questo incontro nasce dal desiderio di non dimenticare vicende locali legate alla Resistenza e di mantenere vive le testimonianze materiali, come le targhe commemorative recentemente ripristinate.
La giornata e il percorso commemorativo
Partiti insieme, i partecipanti hanno raggiunto il paese di Lezzeno per onorare due giovani residenti di Vittuone caduti durante la guerra. Dopo un primo momento di ricordo presso la targa dedicata a Elisa Restelli, la delegazione si è spostata alla lapide in memoria di Giampiero Pozzi, alternando parole, silenzi e fiori. L’evento ha combinato l’aspetto civile della commemorazione con gesti concreti di cura del luogo, consolidando il legame tra storia personale e memoria pubblica.
Il ruolo delle sezioni Anpi
Alla manifestazione hanno preso parte non soltanto i membri della sezione Sedriano-Vittuone ma anche rappresentanti della sezione Anpi Est Lago Enrico Caronti, a sottolineare una rete di impegno territoriale. Il coordinamento ha favorito un approccio che unisce ricostruzione storica e manutenzione simbolica delle lapidi: operazioni che, oltre a rendere omaggio, servono come antidoto contro l’oblio e le cancellazioni della memoria collettiva.
Chi erano Elisa Restelli e Giampiero Pozzi
Entrambi originari di Vittuone, Giampiero Pozzi (nato il 14 marzo 1922) e Elisa Restelli (nata il 23 giugno 1921) si unirono al movimento partigiano locale durante l’occupazione e il conflitto. Il loro impegno fu parte di gruppi operativi guidati da figure come Carlo Chiappa “Abele” e includeva rapporti con altri partigiani della zona, come il sedrianese Leopoldo Fagnani, detto “Poldino”. La loro storia personale si intreccia con quella di molte famiglie locali e con la rete di solidarietà che caratterizzò la Resistenza nel territorio.
Legami e vicende personali
Tra Elisa e Giampiero si era instaurato un forte legame affettivo e militante che li portò a muoversi insieme dopo i rastrellamenti. La conoscenza reciproca e l’appartenenza agli stessi ambienti partigiani spiegano perché le loro vicende siano oggi ricordate congiuntamente sulle targhe a Lezzeno: manifesti tangibili di storie individuali che la comunità vuole conservare come parte della propria identità storica.
I fatti del 1944 e il sacrificio
La repressione fascista in quell’anno colpì duramente le forze partigiane: un vasto rastrellamento del 10 agosto 1944 portò all’arresto di diversi compagni, tra cui Poldino Fagnani e Pierino Beretta di Corbetta, mentre altri riuscirono a fuggire. Giampiero Pozzi si rifugiò nella zona del Lago di Como con Elisa Restelli, cercando contatti con le formazioni locali; tuttavia, la tragedia colpì di nuovo: il 29 novembre 1944 Pozzi venne individuato, catturato e ucciso dalla banda fascista guidata da Tucci, e poco dopo anche Elisa fu fatta prigioniera e giustiziata.
Il restauro delle lapidi e la visita al Santuario
Le targhe a Lezzeno dedicate a Restelli e Pozzi erano state oggetto di un recente intervento di volontariato: alcuni membri dell’Anpi le hanno ripulite e ristabilite qualche settimana prima della cerimonia, gesto che ha reso possibile l’omaggio pubblico. Dopo la commemorazione si è svolto un pranzo conviviale e una breve visita al Santuario della Madonna del Ghisallo, luogo simbolico per la memoria sportiva e civile, dove i partecipanti hanno potuto vedere i cimeli dei campioni del ciclismo e riflettere sulla continuità della memoria come bene comune.
La giornata a Lezzeno si è chiusa con la consapevolezza che la cura delle tracce storiche richiede presenza e impegno: la partecipazione di familiari, volontari e membri delle sezioni Anpi ha ribadito l’importanza di preservare le storie di chi ha pagato con la vita la scelta di opporsi al fascismo. Continuare a raccontare questi episodi significa mantenere viva una responsabilità civica che parla alle nuove generazioni.

