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Tram deragliato a Milano: verifiche su tabulati e scatola nera

La magistratura sta ricostruendo secondo per secondo cosa è successo sul tram della linea 9: tabulati, testimoni e registrazioni al centro delle verifiche

La vicenda del tram della linea 9 che ha deragliato causando la morte di due passeggeri e il ferimento di una cinquantina di persone è al centro di un’indagine complessa. La Procura di Milano ha avviato accertamenti volti a ricostruire secondo per secondo il tragitto del convoglio e a mettere a confronto i dati del percorso con i tabulati telefonici del conducente, per escludere o confermare l’ipotesi che una distrazione o una chiamata abbiano inciso negli ultimi metri prima dello schianto avvenuto dopo la fermata mancata in viale Vittorio Veneto, fino all’impatto contro l’edificio di via Lazzaretto.

Ricostruire il percorso e confrontare le tracce

Nell’analisi giudiziaria l’elemento centrale è la sovrapposizione temporale tra la posizione del tram e le comunicazioni effettuate dal conducente. Gli inquirenti esaminano il tracciato GPS e le registrazioni di bordo insieme ai tabulati telefonici per identificare eventuali difformità temporali tra chiamate e manovre. Questo lavoro tecnico serve a stabilire se, nell’arco di quei pochi metri che separano piazza della Repubblica dalla fermata saltata, si sia verificata una perdita di concentrazione o una telefonata che avrebbe potuto distrarre il tranviere dal controllo del mezzo.

Testimonianze e chiamate intercettate

Fra i testi convocati figurano un collega che avrebbe ricevuto una chiamata dal conducente e un ispettore tecnico di Atm. Secondo la ricostruzione, il tranviere avrebbe raccontato al collega di essersi ferito all’alluce sollevando la carrozzina di un passeggero, segnalando un dolore che in un secondo momento sarebbe stato accompagnato dalla percezione di «vedere tutto nero». Le registrazioni successive all’impatto, entrate nell’inchiesta, contengono frasi frammentarie che gli investigatori stanno valutando insieme ai messaggi scambiati dopo il deragliamento.

Ipotesi medica: il malore che precede lo schianto

I medici che hanno visitato il conducente dopo l’incidente hanno ipotizzato una sincope vasovagale come causa della perdita di coscienza. Questa ipotesi spiega la dinamica riferita da alcuni passeggeri: il tram avrebbe saltato la fermata precedente e non avrebbe effettuato il cambio di binario previsto, procedendo a velocità tale da provocare la svolta a sinistra e il conseguente deragliamento. La valutazione clinica è rilevante anche per comprendere se il malore sia compatibile con la condotta di guida al momento del fatto.

Elementi cronologici da chiarire

Un punto chiave dell’inchiesta è la tempistica della telefonata segnalata dal conducente. Secondo gli atti, la chiamata con la comunicazione dell’infortunio all’alluce sarebbe stata fatta all’inizio del turno e comunicata con largo anticipo rispetto al momento del mancato scambio dei binari, ma gli inquirenti stanno verificando la presenza di una possibile difformità temporale. La ricostruzione cronologica servirà a capire se quella conversazione sia realmente distante nel tempo dall’incidente oppure se sia stata eseguita poco prima dell’evento.

Accertamenti tecnici e profilo processuale

Oltre alle testimonianze e ai tabulati, gli investigatori hanno richiesto la consulenza sulla scatola nera del tram con la formula dell’accertamento tecnico non ripetibile, per preservare i dati che possono essere cancellati o alterati. È inoltre prevista una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica dell’impatto. Sul piano giudiziario il conducente risulta indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose; in una delle audizioni il tranviere si è avvalso della facoltà di non rispondere, con il legale Mirko Mazzali che ha dichiarato come il suo assistito non sia ancora nelle condizioni fisiche per testimoniare.

Prossime fasi dell’inchiesta

Le attività successive prevedono l’analisi dettagliata di tutti i tabulati, l’audizione di ulteriori testimoni e il perfezionamento delle perizie tecniche. Gli esiti delle verifiche determineranno se l’ipotesi investigativa di una distrazione telefonica potrà essere esclusa definitivamente o se orienteranno l’accusa verso responsabilità penali. Nel frattempo rimane centrale il lavoro dei consulenti per assicurare che la ricostruzione sia precisa e condivisibile in sede processuale.

Riflessione finale

Il caso del tram deragliato riunisce aspetti tecnici, sanitari e probatori: dal controllo dei dati di bordo alla valutazione clinica del conducente, fino all’interpretazione delle comunicazioni intercettate. Ogni elemento dovrà essere esaminato con rigore per restituire verità alle vittime e chiarezza sull’accaduto del 27 febbraio, mantenendo l’equilibrio fra tutela delle persone coinvolte e necessità di accertamento giudiziario.

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