Un percorso intimo e corale nell'universo dell'acquerello, tra acqua, fiori e borghi

La Galleria degli artisti in via Nirone 1 a Milano ospita una piccola ma intensa esposizione dedicata al acquerello, una tecnica che qui viene declinata in tre voci distinte e complementari. Il progetto, nato nel 2026 e portato avanti sotto il nome collettivo Gemelle Diverse, propone opere di Stefania Garola, Donatella Gradassi e Paola Garola.
In questo spazio la delicatezza del colore e la fluidità dell’acqua diventano linguaggio per tratteggiare emozioni, paesaggi e figure: ogni foglio è una pagina di narrazione visiva in cui la tecnica dialoga con la memoria personale e collettiva.
Il visitatore è invitato a seguire una sequenza di immagini che alternano slancio poetico e osservazione attenta. L’esposizione si caratterizza per l’uso sapiente di velature, spazi lasciati bianchi e contrasti sottili, strumenti che rendono il acquerello capace di esprimere sia la trasparenza dell’acqua sia la consistenza dei soggetti rappresentati. Queste opere non cercano l’illusione fotografica, ma privilegiano la suggestione: la pennellata rimane visibile, il colore si fonde in modo imprevedibile, generando immagini che si scoprono a poco a poco.
Tre approcci alla stessa tecnica
La mostra mette in luce la varietà di esiti possibili con lo stesso mezzo. Stefania, Donatella e Paola condividono la passione per l’acquerello, ma ciascuna costruisce un alfabeto personale: il tema dell’acqua ricorre come motivo simbolico e tecnico, mentre i fiori, i borghi e gli animali diventano soggetti di esplorazione. Il progetto, che ha già dato luogo a cinque esposizioni, nasce dall’amicizia e si è sviluppato in una collaborazione metodica dove la sperimentazione è al centro: la delicatezza della materia richiede controllo e abbandono contemporaneamente, e qui questo equilibrio è evidente in ogni foglio.
Stefania Garola: acqua e fragilità
Il lavoro di Stefania Garola indaga la dimensione effimera dell’esistenza, traducendo in immagini il tema della temporaneità attraverso l’acqua come simbolo vitale e di passaggio. Nei suoi fogli il mare interiore affiora con tonalità mutevoli e superfici che sembrano respirare; i fiori compaiono come segni di speranza, accenti cromatici che interrompono la sospensione liquida. La sua ricerca cerca un punto di equilibrio tra realtà e immaginazione, proponendo una pittura che è al tempo stesso meditazione e racconto sensoriale.
Donatella Gradassi: borghi, figure e narrazione
Donatella Gradassi racconta storie: le sue scene ritraggono borghi, vie e personaggi che sembrano emergere da un ricordo. L’acquerello diventa per lei strumento narrativo, capace di suggerire atmosfere anziché fornire dettagli precisi; la pennellata vibra nel registrare la luce e le superfici urbane, mentre i personaggi si definiscono a tratti, lasciando allo spettatore il compito di completare la scena. È un approccio dove il paesaggio urbano e umano si intrecciano, restituendo una lettura calda e partecipata della realtà.
Paola Garola e la natura che osserva
Paola Garola porta in mostra animali dallo sguardo intenso che popolano paesaggi evocativi: i suoi soggetti guardano lo spettatore e lo trascinano dentro situazioni sospese tra realtà e fiaba. La natura è fonte di ispirazione e terreno di sperimentazione, e il suo uso del colore e delle sue diluizioni mostra una grande padronanza della tecnica. In questi acquerelli la flora e la fauna dialogano, creano presenze che sembrano avere una propria memoria, invitando a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente in modo sensibile e non didascalico.
Informazioni pratiche e contesto
La mostra è aperta dal 25-03-2026 al 02-04-2026 (chiuso la domenica); inaugurazione giovedì 26 marzo alle h.18.30. Gli orari di visita sono lunedì-sabato 10:00-12:30 e 16:00-19:00. La scelta di esporre in Galleria degli artisti, via Nirone 1, inserisce il progetto in un contesto urbano che favorisce l’incontro con un pubblico variegato: collezionisti, appassionati e curiosi possono confrontarsi con un percorso che unisce tecnica e racconto. L’allestimento privilegia la lettura ravvicinata dei fogli, incoraggiando una fruizione lenta adatta a cogliere le sfumature dell’acquerello.
Perché vale la pena andare
Chi visita questa mostra troverà un’esperienza che somiglia a una passeggiata in tre diversi giardini emotivi: l’acqua che riflette, i borghi che ricordano, gli animali che osservano. Il valore dell’iniziativa sta proprio nella molteplicità di sguardi sullo stesso medium: il acquerello qui non è solo tecnica, ma voce e atteggiamento creativo. Per chi desidera approfondire sono previste occasioni di incontro con le artiste e momenti di laboratorio che esplorano il rapporto tra controllo del gesto e casualità del colore, un dialogo fertile tra pratica e pensiero.





