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Addio al salone storico di Bareggio: 56 anni di tagli e storie

Dopo oltre mezzo secolo il parrucchiere noto come Piero lascia il banco: un racconto di lavoro, famiglia e futuro

Il borgo di Bareggio si prepara a salutare un volto che per decenni ha fatto parte della quotidianità del paese. Il 16 marzo 2026 la notizia del ritiro di Pietro Ursomarzo, conosciuto da tutti come Piero, ha segnato la chiusura di un’attività che ha attraversato epoche e mode: 56 anni di tagli, conversazioni e fiducia riposta su una stessa poltrona.

Oggi, a 78 anni, Pietro ha scelto la pensione, motivando il ritiro con il peso dell’età e qualche problema di salute che rendono difficile continuare il ritmo di un tempo.

La chiusura del negozio non è solo l’abbassarsi di una serranda, ma la conclusione di un percorso personale nato lontano. Pietro arrivò dalla Calabria nel 1962 e mosse i primi passi nel mondo del mestiere con l’apprendistato a Rho. Con la determinazione tipica di chi sceglie di farsi strada giovanissimo, aprì il suo primo locale ad Arluno a soli sedici anni grazie a un permesso speciale del sindaco: una decisione che segnò il carattere e la tenacia che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.

Un mestiere fatto di disciplina e passione

Il lavoro del parrucchiere, soprattutto nelle generazioni precedenti, era spesso una scelta che si compiva molto presto: imparare da un garzone, padroneggiare l’uso delle forbici e delle rasature, coltivare una clientela con costanza. Per Pietro questo significava turni lunghi, giorni intensi e una cura nel dettaglio che gli ha permesso di costruire una reputazione solida. L’idea del taglio come servizio quotidiano si accompagna a concetti come professionalità, affidabilità e vocazione, parole che spiegano perché alcuni clienti restano fedeli per decenni.

Gli inizi: Calabria, Rho e Arluno

Il percorso di Pietro racconta una storia di migrazione interna e laboriosità: giunto dalla Calabria nel 1962, completò l’apprendistato a Rho dove affinò tecnica e precisione. L’apertura del primo negozio ad Arluno a sedici anni fu possibile grazie a un’eccezione amministrativa, segno di una volontà ferma di mettersi in gioco. Questi anni formativi consolidarono competenze pratiche e un approccio al cliente che avrebbe caratterizzato la sua attività fino all’ultimo giorno: ascolto, cura della persona e il saper leggere le esigenze del territorio.

Il negozio di Bareggio: un punto di riferimento

Nel marzo del 1970, dopo il servizio militare e nello stesso anno in cui si sposò, Pietro inaugurò la bottega a Bareggio. Da quel momento il salone divenne un punto di riferimento per l’intero circondario: clienti da altri comuni e persino da Milano varcavano la soglia, specialmente nelle stagioni in cui la moda dei cosiddetti “capelloni” rendeva la richiesta elevata. Per anni il lavoro fu continuativo, con giornate che spesso duravano fino a dodici ore, e tutto ciò consolidò la fiducia di una clientela eterogenea e affezionata.

Una poltrona, molte generazioni

Sulla stessa poltrona si sono succedute famiglie intere: padri che portavano i figli, figli che poi tornavano con i propri bambini. Questo passaggio generazionale è la testimonianza più eloquente del rapporto costruito nel tempo: non solo servizi tecnici ma anche uno spazio di dialogo e di condivisione. La fedeltà della clientela è stata alimentata da costanza e da una presenza quotidiana che ha reso il negozio parte della memoria collettiva di Bareggio.

L’eredità e il passaggio generazionale

Con il pensionamento di Pietro, la bottega non scompare del tutto: l’attività passa a un ragazzo più giovane che avrà il compito di mantenere viva una tradizione fatta di cura e attenzione. La speranza è che questa nuova guida sappia coniugare il senso di servizio ereditato con le esigenze contemporanee, preservando quei valori di dedizione, sacrificio e passione che hanno contraddistinto l’opera di Pietro. Per la comunità, il ritiro dell’uomo che tutti chiamavano Piero resta un momento di commiato, ma anche un’occasione per riflettere sul valore delle attività locali e sul loro ruolo nel tessuto sociale.

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