Il caso di Aurora Livoli si arricchisce di nuove rivelazioni grazie alla recente confessione di Valdez Velazco.

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Il drammatico caso di Aurora Livoli, una giovane di appena diciannove anni, ha preso una piega inquietante dopo che Emilio Gabriel Valdez Velazco, un uomo di 57 anni, ha confessato di averla assassinata. L’episodio è avvenuto a Milano e ha suscitato un’ondata di shock e indignazione nella comunità.
Valdez Velazco è stato interrogato giovedì mattina nel carcere di San Vittore dai pubblici ministeri Antonio Pansa e Letizia Mannella. Le sue ammissioni, come riportato dal suo avvocato Massimiliano Migliara, si sono svolte in un contesto che al momento è ancora meramente indiziario.
La confessione dell’omicidio
Durante l’interrogatorio, l’uomo ha dichiarato di non essersi accorto di aver ucciso Aurora fino al giorno successivo, quando ha visto il servizio sulla sua morte in televisione. Ha raccontato di aver vegliato sulla ragazza, convinto che fosse semplicemente addormentata e non di fronte a un omicidio compiuto da lui stesso.
Il racconto dell’incontro
Secondo la versione fornita dai difensori, Valdez Velazco ha spiegato di aver incontrato Aurora alla fermata della metropolitana Cimiano, dove poco prima aveva tentato di rapinare un’altra giovane. In questa circostanza, Aurora gli avrebbe chiesto aiuto per comprare delle sigarette. In quel momento, l’uomo non aveva intenzione di ucciderla, ma la situazione è degenerata rapidamente.
Il legale ha sottolineato che, secondo il suo assistito, l’intenzione non era quella di compiere un omicidio. Valdez ha descritto la sua reazione come un corto circuito della mente, dove la violenza è emersa in modo inaspettato e incontrollato.
Dettagli agghiaccianti della violenza
Le indagini continuano a svelare particolari inquietanti. Dopo aver seguito Aurora fino a un’area più isolata, Valdez avrebbe agito in modo viol





