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Smog, a Milano l’aria è fuorilegge per il 50% dei bambini

L’associazione Cittadini per l’aria elabora la mappa interattiva di Piazzale Loreto: la concentrazione di biossido di azoto è cinque volte il limite

Smog, aria fuorilegge a Milano: alto il livello di biossido di azoto

Loreto è uno dei quartieri più trafficati e inquinati del capoluogo lombardo. A ridosso del noto piazzale ci sono una dozzina di scuole: bambini e ragazzi respirano un livello di biossido di azoto intorno ai 55 microgrammi per metro cubo come media annuale.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per proteggere la salute, la soglia dovrebbe essere molto più bassa: 10 microgrammi.

Smog Milano: oltre 110 mila bambini respirano ogni giorno aria nociva

L’associazione Cittadini per l’aria ha elaborato la mappa di Milano: alla cartina della città è sovrapposta la “nuvola” dell’inquinamento da No2 quasi strada per strada. Moltissime scuole sono collocate nel reticolato di smog. Oltre 110 mila bambini e studenti respirano ogni giorno aria nociva.

Il restante 45% delle scuole si trova in zone o quartieri che rispettano quella soglia.

Sul sito dell’associazione è possibile consultare la mappa dell’No2 dei Cittadini per l’aria: si può dare un’occhiata ai livelli di inquinamento del proprio indirizzo di residenza, di lavoro e le stime di quali possano essere i danni per la salute.

Smog Milano, Forastiere: “L’inquinamento colpisce soprattutto i più deboli

Secondo l’ultimo report dell’Arpa sulla qualità dell’aria in Lombardia, nel 2021, la concentrazione media annua di No2 a Milano è stata di 44 microgrammi per metro cubo. Francesco Forastiere, tra i maggiori epidemiologi italiani, ha puntualizzato: “L’inquinamento colpisce soprattutto i più deboli: i bambini ancora nel grembo della mamma, riducendo la loro crescita, i bambini nei primi anni di vita, aumentando la frequenza d’infezioni respiratorie, provocando crisi di asma, ritardando la crescita cognitiva e l’apprendimento; infine gli anziani, con l’aumento di problemi respiratori, cardiovascolari e neurologici, favorendo una mortalità precoce.

Si tratta di un pericolo infido e sottile, difficile da riconoscere, che però la scienza è stata in grado di scovare. Le azioni per evitare questo insidioso pericolo sono tante, basta avere il coraggio di applicarle”.

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