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Uffici comunali di Milano, settimana corta per i dipendenti: l’ipotesi

Il piano per fronteggiare il problema dei costi energetici: 4 giorni in ufficio e uno in smartworking

Settimana corta per i dipendenti degli uffici pubblici di Milano: l'ipotesi

Per abbattere i costi energetici e le bollette in salita gli uffici comunali di Milano potrebbero adottare una sorta di settimana corta: 4 giorni in ufficio e uno in smart working, il venerdì.

Settimana corta per gli uffici comunali: l’importanza dello smart working

La decisione non è ancora stata presa. Il sindaco Beppe Sala ha chiarito che il comune si adeguerà alle linee guida che il Governo stabilirà: Stiamo riflettendo sul funzionamento dei nostri uffici. È immaginabile che il week-end si prolunghi avendo garanzie che si lavora bene da casa con compiti ben prestabiliti e qui lo smart working ci ha aiutato”.

Inoltre, sul tema dello smart working ha aggiunto: “Verrebbe da pensare che il meglio è un sistema in cui si garantisce nei giorni a settimana che parte dei dipendenti non vengano al lavoro ma si conservi una presenza più o meno omogenea.

Questo dal punto di vista del funzionamento, dal punto di vista dei consumi energetici invece probabilmente è meglio chiudere un giorno e quel giorno magari non può essere mercoledì”.

Settimana corta per gli uffici comunali: gli extraprofitti della Regione

Intanto gli esponenti del Pd della Lombardia hanno chiesto alla Regione di destinare gli extraprofitti per aiutare famiglie e imprese alle prese col caro bollette.

Raffaele Straniero e Fabio Pizzul, rispettivamente capodelegazione del Pd in commissione attività produttive e capogruppo in consiglio regionale, hanno evidenziato in una nota: Regione Lombardia ha degli extraprofitti dovuti all’aumento del costo dell’energia: nel 2022 ammontano a 33 milioni che la Regione ha riscosso in più rispetto a quanto previsto.

Si tratta dei canoni per le derivazioni idroelettriche, applicati per l’utilizzo dell’acqua per produrre energia, in netta crescita per l’aumento del prezzo dell’energia sul mercato elettrico“. Straniero e Pizzul hanno presentato una mozione che sarà discussa giovedì 8 settembre in Aula.

La Regione aveva previsto di incassare a dicembre circa 73 milioni di euro, mentre a luglio ha dovuto correggere la stima a 106 milioni. “Queste risorse vanno in buona parte agli enti locali, ma ciò che resta nelle casse regionali deve essere utilizzato per alleviare le bollette di famiglie e piccole e medie imprese.

Anche la Regione faccia la sua parte”, hanno concluso.

Con la mozione il Pd chiede alla giunta regionale che le risorse derivanti dall’incremento di entrata per i canoni di concessione per grandi derivazioni idroelettriche, connesso alla crescita dei prezzi sul mercato elettrico, siano destinate integralmente a una misura regionale di sostegno nel pagamento dei consumi energetici rivolta alle famiglie lombarde e alle piccole e medie imprese, al momento particolarmente sofferenti per la situazione creatasi.

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