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Il Municipio 2 attiva lo psicologo di quartiere: un sostegno gratuito ai cittadini

L'obiettivo principale è quello di aiutare quanti più cittadini possibili

Il Municipio 2 attiva lo psicologo di quartiere: un servizio gratuito di ascolto

Per fronteggiare l’emergenza sociale e psicologica, aggravata dalla crisi sanitaria scatenata dal Covid-19, il Municipio 2 del Comune di Milano ha deciso di attivare lo ‘psicologo di quartiere’.

Lo psicologo di quartiere arriva anche nel Municipio 2: dalla Stazione Centrale a Crescenzago

Il progetto, avviato in collaborazione con l’associazione Nave Del Sole, si pone l’obiettivo di sostenere gli abitanti.

Donatella Ronchi, assessore alle Politiche Sociali del Municipio 2, spiega: La pandemia ha reso più chiaro quanto siamo fragili e spesso soli di fronte alla depressione, alla paura e al senso di inadeguatezza. Così, su spinta di Simone Locatelli, Tommaso Fonti e Davide Bassani, rispettivamente presidenti del Municipio 2, della Commissione Politiche Sociali e Sanità, abbiamo portato anche nella zona, che va dalla Stazione Centrale a Crescenzago, l’attività gratuita di sostegno psicologico”.

Lo sportello è situato presso la Cascina Turro, in piazzale Governo Provvisorio 9 e sarà fruibile 4 ore alla settimana.

Il progetto pilota è già partito nel Municipio 1 e nel Municipio 8 di Milano.

Municipio 2, lo psicologo di quartiere incoraggerà i più fragili a prendersi cura della propria salute mentale

L’obiettivo principale è quello di aiutare quanti più cittadini possibili. Ronchi sottolinea: Chiunque abiti in zona può fare domanda per avere fino a un massimo di 3 colloqui con i nostri professionisti“.

La presa in carico è temporanea, infatti, il cittadino verrà prima orientato e poi indirizzato verso i servizi territoriali di supporto più appropriati. Questo lavoro di rete mira a sostenere i cittadini più fragili e a incoraggiarli a prendersi cura della propria salute mentale.

Municipio 2, in arrivo lo psicologo di quartiere. Ronchi: “Andare incontro ai bisogni dei concittadini che spesso sono soli”

Ronchi aggiunge: “E’ importante andare incontro ai bisogni di quei concittadini che spesso sono soli nell’orientarsi di fronte alle difficoltà psicologiche ancora troppo stigmatizzate e timbrate come tabù”.

Il progetto si impegna a diventare un punto di riferimento per quelle fragilità, che spesso sono scatenate da più fattori. Alcune donne, ad esempio, hanno chiesto aiuto per motivi apparentemente slegati dallo psicologo: dietro la loro richiesta si nascondeva violenza domestica e il bisogno di aiuto per andarsene di casa.

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