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A Milano le colonnine per le auto elettriche non bastano: in arrivo altre 81

Nuovi punti di ricarica in via Conservatorio e viale Famagosta. Gli automobilisti green chiedono manutenzione e di impedire il parcheggio selvaggio

In arrivo altre colonnine auto elettriche. Alcune sono guaste

Più colonnine per ricaricare le auto elettriche a Milano: è la richiesta degli automobilisti green, che sottolineano la necessità di maggiori controlli per contrastare il parcheggio selvaggio di altre macchine.

Il Comune ha confermato l’arrivo di 81 colonnine per auto elettriche

Nel capoluogo lombardo ci sono oltre 700 punti di ricarica. Il Comune ha annunciato l’arrivo di altre 81 colonnine: nel 2016 erano solo 29, nel 2017 salgono a 31, poi 36, nel 2019 diventano 57 per arrivare a 143 nel 2021. Le nuove colonnine verranno attivate in viale Scarampo, via San Protaso, viale Brianza, corso Lodi, via Conservatorio e viale Famagosta. Presentate altre 200 pratiche nuove per coprire i luoghi scoperti.

Colonnine auto elettriche: l’azienda A2A

Ad occuparsi della manutenzione A2A, la quale ha sviluppato una rete di oltre 800 punti di ricarica pubblici per veicoli elettrici a 2, 3 e 4 ruote a Milano e in Lombardia. L’azienda ha spiegato in una nota: “Recentemente sono state realizzate 30 nuove colonnine, 47 sono state autorizzate ed è in corso la progressiva realizzazione, mentre per ulteriori 150 progetti è partito l’iter”.

Per vedere le postazioni è possibile consultare la mappa su www.e-moving.it. Nel 2021, attraverso la rete E-moving, il servizio ha erogato 82.435 ricariche nel Comune di Milano, per un totale di circa 1.230.000 kWh -risparmiate 890 tonnellate di CO2-. Prevista l’installazione di 24mila punti di ricarica per il 2030.

Colonnine auto elettriche: le lamentele

Non è sempre tutto rose e fiori: non mancano le lamentele di chi ha un’auto elettrica.

Un funzionario dell’aeroporto di Linate denuncia che la colonnina di ricarica posta all’ingresso dell’aeroporto è fuori servizio da mesi. Nonostante le segnalazioni in Comune, ad A2A e Sea, e una lettera al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, nessuno è ancora intervenuto.

Da gennaio 2021 A2A ha aumentato del 600% la tariffa mensile passando dal 5 euro a 30 euro.

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