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Sciopero dei tabaccai contro il Green Pass: “Siamo servizi essenziali”

La Federazione italiana di categoria definisce il provvedimento 'inapplicabile'

Sciopero tabaccai contro il green pass

I tabaccai sono pronti a scioperare contro l’obbligo di accesso col Green Pass: la Federazione Italiana Tabaccai ha deciso che le saracinesche verranno abbassate ‘in data da destinarsi’.

Sciopero tabaccai: “Impossibile controllare il Green Pass a tutti”

Patrizia Rigon, della tabaccheria “Cigar e Cigar” di via Vigevano, dichiara: “Se non ci sarà altra soluzione aderiremo allo sciopero.

Siamo servizi essenziali”. E prosegue: Il provvedimento del governo così è inapplicabile: è impossibile controllare il Green pass a tutti per acquisti al volo. A Milano la gente non ha mai tempo da perdere. Come si fa a chiedere di mostrare il Qr Code a chi entra per comprare il biglietto dei mezzi pubblici perché sta arrivando il tram?”.

Sciopero tabaccai: la categoria dev’essere compatta

Il titolare del bar “Sali e tabacchi” di corso Buenos Aires, Davide Lagiannella, afferma: “In questo momento la categoria dev’essere compatta.

Se la federazione proclamerà lo sciopero bisognerà rispondere in tanti“. E aggiunge: “Chi è senza green pass sarà autorizzato ad entrare per prendere un caffè d’asporto mentre un altro che vuole comprare sigarette o pagare una bolletta non potrà farlo. Non ha molto senso”.

Anche Luca Noli, titolare di “Noli Tabacchi”, che si affaccia in Galleria Vittorio Emanuele II dal 1927 esprime il suo disaccordo: Il tempo di permanenza di un cliente che nelle nostre attività si aggira sui 15 secondi non giustifica questa rigidità.

Temo poi che l’applicazione estesa del pass a quasi ogni ambito non agevoli neppure il ritorno del turismo“.

Sciopero tabaccai: “Le verifiche genereranno assembramenti”

Il dissenso arriva anche dalla periferia. Boris Capece, titolare del ‘La Villetta bar e tabacchi’ di via Forze Armate chiarisce: “Le verifiche genereranno file e assembramenti, esponendo la clientela a quel pericolo di contagio che sulla carta si vuole esorcizzare. E non servirà a nulla per arginare il fenomeno di chi adopera il certificato altrui.

Noi lo vediamo ogni giorno coi controlli al bar. Ci sono comunità di stranieri che si passano lo stesso Qr Code da un cellulare a un altro. Ma anche gli italiani non sono da meno: l’altro giorno un ragazzo è stato così “furbetto” da mostrarmi il green pass di una donna”.

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