×

App unica dei trasporti: Milano testerà la piattaforma digitale che pianifica i viaggi

Il Governo investirà 40 milioni di euro grazie ai fondi del PNRR

App unica dei trasporti, Milano

Il Comune di Milano ha risposto positivamente all’avviso pubblico lanciato dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

App unica dei trasporti: cos’è MaaS?

Milano, insieme ad altre città italiane, testerà MaaS -“Mobility as a Service”, ovvero “Mobilità come servizio”-, l’applicazione per smartphone e web che permetterà di pianificare i propri spostamenti scegliendo quali servizi di trasporto utilizzare e come combinarli tra loro.

Inoltre, sarà possibile prenotare e pagare biglietti, corse e viaggi: basterà inserire il punto di partenza e quello di destinazione, e l’app mostrerà tutte le possibilità di trasporto disponibili per raggiungere la tratta. Oltre alle linee del trasporto pubblico locale sono presenti anche taxi, auto, scooter, biciclette e monopattini in sharing.

App unica dei trasporti: la scelta delle 3 città leader

Il Governo investirà 40 milioni di euro grazie ai fondi del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza.

Per la realizzazione del progetto, il Governo ha deciso di puntare tutto su Milano e su altre 14 Città Metropolitane del Paese: tra queste, successivamente, identificherà 3 città leader che svolgano la funzione di laboratorio per le prime sperimentazioni concrete del servizio. Milano sembra la città ideale per il collaudo dell’app, dove l’offerta di trasporto pubblico locale e di mobilità in sharing è meglio organizzata e sviluppata che in altri capoluoghi.

L’assessore comunale alla Mobilità, Arianna Censi, chiarisce: “È un nuovo modo di intendere la mobilità, è una rivoluzione ed è giusto che parta dalle grandi aree urbane. L’idea alla base è il rapportarsi all’organizzazione della propria mobilità in modo più dinamico e non ripetitivo e, a regime, potrebbe produrre risparmi di scala”.

App unica dei trasporti: le difficoltà

La maggior difficoltà sarà gestire e condividere i dati raccolti, custoditi e utilizzati dall’applicazione che provengono da aziende e realtà diverse.

Ad aggiungersi vi saranno i dati relativi ai clienti, agli utilizzatori, ovvero i pendolari che usufruiranno di questo strumento.

Il tasto dolente del tema privacy e responsabilità dell’applicazione verrà presto definito. Per il momento partirà la fase di istruttoria dei requisiti di ricevibilità e ammissibilità delle candidature.

LEGGI ANCHE: Mascherine sui mezzi pubblici: troppi passeggeri senza FFP2

Leggi anche

Contents.media