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La dedica della Bicocca a Giulio Regeni: un’aula in sua memoria

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L'aula U9-1 intitolata a Giulio Regeni: il gesto in memoria del ricercatore rapito in Egitto.

Bicocca, aula Regeni
Bicocca, aula Regeni

La foto dell’affissione della targa dell’Università Milano Bicocca in memoria di Giulio Regeni ha fatto il giro del web.

Aula Giulio Regeni: le parole dei genitori

Giulio era un dottorando italiano dell’Università di Cambridge, una vittima di Stato: fu rapito al Cairo il 25 gennaio 2016, venne torturato e ucciso da appartenenti all’intelligence di Al Sisi.

La mamma commenta “La libertà di ricerca è un argomento collegato alla sicurezza dei ricercatori. Purtroppo Giulio ha aperto questo vaso di Pandora perché poco si parlava di questo tema, che fa il paio con la sicurezza dei Paesi. La Farnesina sul sito Viaggiare sicuri non pone problemi di sicurezza nel fare ricerca in Egitto ma ad esempio il sito equivalente in Australia parla della non sicurezza dell’Egitto”. Il padre assicura “Noi da cinque anni e più cerchiamo verità e giustizia, e andremo avanti con il nostro avvocato, e insieme alla Procura di Roma, in particolare, che ha collaborato e continua a farlo per aiutarci nel nostro percorso.

Ma anche con migliaia di cittadini italiani ed esteri che sentono che non è più una questione privata ma una questione di tutti“.

Aula Giulio Regeni: il processo

Il processo di primo grado è alle porte e il padre Claudio precisa “Abbiamo cercato la collaborazione del Governo egiziano, la nostra Procura ha mandato richieste di rogatorie internazionali che non hanno avuto riposta. Quindi dopo tutto questo dobbiamo continuare: dal 14 ottobre inizia il processo e a piccoli passi, superando molti ostacoli, cercheremo di andare avanti nella nostra ricerca”.

Anche Alessandra Ballerini, legale della famiglia, commenta “Soltanto quando l’Italia ha ritirato il suo ambasciatore, c’è stata vera collaborazione dell’Egitto. Per il resto, hanno detto che aveva strane amicizie, frequentazioni omosessuali, che spacciava droga. Parlava sette lingue, dunque era sospetto. Conosceva tante persone, dunque era sospetto. Insomma, era sospetto per il suo modo di essere. Gli Stati, non solo l’Italia, non hanno minimamente a cuore quello che è successo, prevale il concetto errato della Realpolitik e la corsa agli affari e alla vendita di armi“.

Ricordando anche l’attivista Patrick Zaki conclude “La violazione dei diritti umani viene perpetrata ogni giorno con menzogne che colpiscono anche la magistratura del nostro Stato e questi oltraggi restano impuniti e cadono nel silenzio”.

Aula Giulio Regeni: il messaggio della rettrice di Milano-Bicocca

Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università Bicocca, evidenzia “Un piccolo segno ma duraturo. L’aula Giulio Regeni è una delle aule più belle che abbiamo e chi passerà, anche tra vent’anni si chiederà chi era Giulio Regeni e qual è la sua storia“.

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