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Occupazione alla Statale di Milano: le motivazioni degli studenti

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Occupazione del chiostro della Statale di Milano da parte di alcuni studenti universitari che chiedono di essere ascoltati.

occupazione statale milano
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Occupazione del chiostro della Statale di Milano da parte di alcuni studenti che vogliono far sentire il loro disagio dopo un anno di didattica stravolta a causa della pandemia.

Occupazione alla Statale di Milano

Occupazione nel chiostro della Statale di Milano.

Ad organizzarla è il gruppo studentesco Ecologia Politica Milano. L’obiettivo è quello di farsi finalmente sentire e far sentire il disagio degli studenti universitari, anche loro colpiti dallo stravolgimento della didattica causato dalla pandemia.

Le necessità degli studenti

Secondo il gruppo di Ecologia Politica Milano l’università e le istituzioni politiche hanno dimenticato le esigenze degli studenti universitari. “Nessun provvedimento è stato preso se non qualche risposta tardiva. Mentre tutto apriva, le università sono rimaste chiuse e anche quando sono state aperte le problematiche sono rimaste molteplici.” scrivono in una nota dal gruppo di Ecologia Politica di Milano.

Tra i problemi evidenziati ci sono gli spazi ritornati aperti ma gestiti male, come la biblioteca che ha ridotto i posti ed è sempre piena, mentre ci sono le aule vuote, causa didattica a distanza, che però nessuno ha pensato di riaprire per consentire agli studenti di studiare qui, organizzando ovviamente l’aula in tal senso. Infine, cosa non da poco, gli studenti lamentano il fatto che sono stati eliminati gli appelli straordinari.

In tutto questo stravolgimento le tasse però sono rimaste invariate, sottolineano gli studenti.

Attività all’aria aperta

Gli studenti allora hanno reagito occupando il chiostro. “Se l’università non ci da spazi, ce li prendiamo è lo slogan dell’occupazione. Gli studenti hanno quindi piazzato dei banchi negli spazi all’aperto e iniziato a studiare. Inoltre si stanno organizzando aule autonome di ecologia politica. “Abbiamo deciso di aprire un’aula in statale, per permette agli student* di studiare senza vincoli orari e dove possa circolare un sapere libero e orizzontale, che esuli dalla didattica standard, fuori dalle logiche del profitto”.

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