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Avvocati praticanti in protesta dopo l’annullamento dell’esame di abilitazione

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Avvocati praticanti in protesta a Milano il 15 e il 16 dicembre, chiedono la certezza dell'esame di abilitazione, rinviato dal Ministro.

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Gli avvocati praticanti in protesta a Milano ed in tutta Italia, contro la scelta del Ministro della Giustizia Bonafede di annullare l’esame di abilitazione che si sarebbe dovuto svolgere proprio il 15 ed il 16 dicembre. Una protesta che segue quella già avvenuta lo scorso 27 giugno a Piazza della Scala per lo stesso motivo e che è rimasta inascoltata.

La protesta degli avvocati praticanti a Milano

Gli avvocati praticanti di Milano in protesta dopo la scelta del Ministro della Giustizia Bonafede, che ha deciso di annullare l’esame di abilitazione previsto proprio il 15 e il 16 dicembre. In questo modo i giovani futuri avvocati, restano ancora praticanti e vedono allontanarsi la realizzazione del proprio sogno, senza avere alcuna certezza sulle nuove date.

I giovani avvocati praticanti infatti denunciano di subire un trattamento discriminante rispetto alle altre professioni, come gli architetti, gli psicologi o i consulenti per il lavoro, che invece hanno avuto la possibilità di sostenere gli esami abilitanti rinunciando alle prove scritte in presenza.

Secondo i praticanti avvocati, alla base di questa discriminazione, ci sarebbe una:Linea compiacente verso quella cerchia più ristretta e corporativa dell’avvocatura, la quale, lontana dagli effetti dell’emergenza che sta invece falcidiando la maggior parte dei liberi professionisti, teme però la concorrenza dei colleghi più giovani” scrivono nel comunicato stampa della loro protesta.

Rimandando infatti la data, ma non assicurando la certezza dell’esame, gli avvocati praticanti, dopo anni di studio e di tirocini rischierebbero di ritrovarsi in un limbo fino alla conclusione dell’emergenza Coronavirus.

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