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Movida senza mascherina a Milano: i gestori si difendono

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Movida senza mascherina nelle discoteche di Milano, pubblicati i video su Instagram. I proprietari si difendono.

movida senza mascherina
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Sui social girano i video di una movida senza mascherina nelle discoteche di Milano, dove i clienti ballano senza rispettare il distanziamento sociale e senza mascherina. Un video anacronistico, che preoccupa i cittadini ma anche i tanti proprietari di discoteche, club e di tanti che stanno facendo di tutto per superare la crisi da coronavirus.

I proprietari dei locali sottolineano di aver fatto tutto il possibile per rispettare le normative. Cosa mostrano i video e le repliche dei proprietari.

La movida senza mascherina a Milano

La movida è senza freni e senza la mascherina. Dovevano essere delle semplici stories, i video che si mettono su Instagram per condividere i momenti della giornata. Una volta pubblicata la storia il video gira per 24h e poi scompare. Così non è successo però per i video che mostravano le serate di un tipico sabato sera all’interno delle più famose discoteche di Milano.

Dai video, geolocalizzati e con orario preciso, si vedono le scene di una serata in discoteca prima del Covid: ragazze e ragazzi che ballano, senza distanziamento, senza mascherina e lo spirito di chi vuole divertirsi. Peccato però che in tempi di pandemia tutto ciò comporta il rischio elevato di un contagio.

Attualmente le norme all’interno delle discoteche sono molto rigide. Come per tutti i luoghi chiusi è possibile togliere la mascherina solo quando si è al proprio tavolo, distanziato a norma da tutti gli altri, e si consuma la bevanda.

Viceversa la mascherina va indossata. Inoltre è vietato ballare. I proprietari così si difendono. “Abbiamo un servizio di uomini addetti proprio al controllo del distanziamento sociale, utilizzo della mascherina e al rispetto di tutte le ordinanze anti-covid, ma se non c’è da parte del fruitore finale la consapevolezza, è una battaglia persa.” Commenta così il proprietario dell’Old Fashion che conclude: “Noi non facciamo ballare. Poi se bisogna chiedere ai bodyguard di impedire alle persone di alzarsi in piedi, non penso che sia legittimo fare un’azione del genere.” Anche il proprietario del The Club, altra discoteca “geolocalizzata”, dichiara l’assoluto rispetto delle norme:”Utilizziamo cartelli che intimano le persone ad utilizzare la mascherina e a non ballare.

Abbiamo predisposto un’attività di lavoro che ci permetta di lavorare come bar, secondo tutte le norme previste. Gli ingressi sono accreditati, le hostess accompagnano al tavolo i clienti a sedersi, opportunamente distanziati, il servizio al tavolo è servito dai camerieri.” Le norme quindi sono seguite ma forse manca la giusta responsabilità nei giovani. Responsabilità dei giovani o dei proprietari, ciò che conta oggi è limitare il contagio e sembrerebbe essere già trapelata la notizia di un ulteriore stretta da parte del governo per le discoteche.

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