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Milano e Bergamo pronte per il Global Health Summit 2021

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Il Sindaco Sala propone Bergamo e Milano per ospitare il Global Health Summit che si terrà il prossimo anno in Italia.

Global Health Summit 2021

Il Sindaco Beppe Sala propone Milano e Bergamo per ospitare il Global Health Summit, il G20 della Salute, che, come annunciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, verrà realizzato in Italia nel 2021.

Global Health Summit 2021: un valore simbolico

“Un summit che per noi ha un profondo significato simbolico e un’opportunità che siamo certi le nostre città sapranno onorare al meglio.” Commenta così il Sindaco Beppe Sala.

La pandemia ha profondamente messo alla prova il nostro territorio e i nostri cittadini, ma non ha minato i valori su cui le nostre comunità si fondano. Sono quei valori a spingerci a proporre e sostenere con determinazione di Milano e Bergamo a ospitare il G20 Salute.”

“Competenza, conoscenza, ricerca, sperimentazione ma anche di proattive reti di volontariato che consentono di essere vicini ai bisogni dei cittadini più fragili.

È su queste basi che si fonda la proposta di Milano e Bergamo, due città internazionali, all’avanguardia in numerosi ambiti, non ultimi quello farmaceutico e delle scienze della vita.” Spiega il Sindaco.

L’Europa ha bisogno di esperienza e know how

Il Sindaco Sala propone Milano e Bergamo a poche ore dall’annuncio del Presidente del Consiglio. Il Presidente Giuseppe Conte, ha commentato così la notizia: “Uniti proteggiamo la nostra salute e costruiamo un futuro migliore per le prossime generazioni.

” Anche il Ministro della Salute, Speranza, scrive: ”È bello che l’Italia sia al centro della sfida per costruire una nuova sanità capace di tutelare la salute di tutti.”

Sulla stessa linea il Sindaco che commenta:”L’Europa ha bisogno di un indirizzo unitario, anche sul fronte sanitario. Per questo occorrono esperienza, know how e solidarietà. E soprattutto è necessario dare il via a politiche sulla salute in grado di tutelare tutti i cittadini dell’Unione Europea.

Sia per affrontare le conseguenze della pandemia Covid-19. Sia per definire nuovi protocolli da attivare in ogni Paese UE in caso di future emergenze sanitarie e per gestire le criticità e il quotidiano.”

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