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Hotel Michelangelo: ancora 76 pazienti in quarantena

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L'Hotel Michelangelo di Milano: la struttua 4 stelle ospita ancora 76 pazienti.

Era il 30 marzo 2020 l’Hotel Michelangelo di Milano si trasforma da hotel 4 stelle a centro per ospitare i colpiti dal Covid-19. E’ diventato così il simbolo di un’Italia solidale che mette da parte il bene del singolo per il bene di tutti.

A emergenza quasi finita sono rimasti solo in 76 ancora in quarantena, e resterà così anche per l’estate.

L’Hotel Michelangelo per pazienti in quarantena

Il 22 Marzo 2020 il sindaco Beppe Sala ha annunciato, nel suo aggiornamento quotidiano su Facebook, che l’Hotel Michelangelo, uno dei più noti hotel di Milano, sarebbe stato messo a disposizione per ospitare pazienti in quarantena. In quei giorni l’Italia era in pieno lockdown e lo sarebbe rimasta fino al 4 maggio.

Sono stati giorni critici che hanno richiesto sangue freddo e decisioni forti e proprio in questo momento la Regione Lombardia ha deciso un’ulteriore stretta alle misure anticontagio. Il Sindaco, dunque, in accordo con la proprietà, Gruppo Finleonardo, hanno deciso di trasformare il famoso Hotel Michelangelo in centro di residenza per ospitare pazienti in quarantena.

Un’Italia solidale

È stata una scelta non semplice quella di trasformare l’Hotel Michelangelo in residenza per ospiti in quarantena, ma che sicuramente passerà alla storia come il simbolo di un’Italia solidale.

Da quel momento l’Hotel Michelangelo è infatti passato alla gestione dell’Ats di Milano, Asst di Milano Nord e per la parte logistica organizzativa alla cooperativa sociale Proges.

Alle ore 19 del 30 marzo 2020 sono entrati in hotel i primi pazienti. Da quel momento sono state ospitate tutte persone che pur avendo sintomi lievi risultano positivi ai covid-19 e dovevano restare in quarantena per evitare il contagio di altre persone.

La situazione attuale

A metà giugno sono 76 i pazienti ospitati nell’Hotel Michelangelo. Persone senza sintomi, per fortuna, che però risultano ancora positivi al test e che sono costretti alla quarantena. Anche la camera lussuosa di un hotel a 4 stelle, può però assumere le sembianze di una prigione quando la permanenza si allunga. Rispetto all’italiano medio quindi, che tira un sospiro di sollievo, qui si respira l’aria di chi ha avuto paura di perdere tutto. Sono persone che hanno visto compagni di stanza non farcela, che ha temuto di mettere in pericolo i propri cari o che purtroppo, inconsapevolmente, l’ha fatto.

Momenti di sconforto leciti, che il prezioso supporto degli psicologi e dello staff organizzativo riesce ad attutire. Ecco che quindi si fanno videochiamate, si portano libri in stanza o addirittura una cyclette. Piccoli espedienti che rendono la giornata diversa e che aiutano a resistere. Sono storie di pazienti, di medici e di uno staff organizzativo che si intrecciano nell’Hotel Michelangelo, tutte unite da un unico filo rosso: la voglia di vivere e il rispetto e la solidarietà per il prossimo. E’ questo che fa oggi dell’Hotel Michelangelo di Milano un’esemplare storia italiana al tempo del Coronavirus.


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