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Bambino morto a scuola a Milano, i funerali: “Mai più simili tragedie”

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Mille persone si sono strette attorno alla famiglia di Leo, il bambino morto a scuola, nel giorno dei funerali alla chiesa di San Giovanni Battista.

bambino morto a scuola milano funerali
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Si sono tenuti venerdì 25 ottobre i funerali del piccolo Leonardo. La funzione è stata celebrata nella chiesa di San Giovanni Battista alla Bicocca, a poca distanza dalla scuola elementare Pirelli dove è morto il bambino di soli 5 anni. Un migliaio di persone si sono strette attorno alla piccola bara bianca.

Presente, oltre al parroco don Giuseppe Buraglio, anche l’arcivescovo Mario Delpini, che ha espresso la sua “commossa vicinanza” alla famiglia Acquaviva. “Una cosa del genere non deve mai più succedere a scuola” è l’appello dei genitori.

Milano, bambino morto a scuola: i funerali

Durante la funzione, lo zio del bambino morto a scuola a Milano ha letto una commossa lettera in cui ha dato voce al piccolo Leonardo prematuramente scomparso: “Cari mamma e papà, non piangete più per me.

Sono sempre con voi. Grazie per tutto l’amore che mi avete dato in ospedale, sia voi che i vostri amici. Non voglio che succeda più una cosa del genere, promettetelo. Sarò io la vostra forza”.

Un anziano ha rotto il silenzio mentre il feretro veniva portato all’esterno della chiesa urlando: “Delinquenti!”.

La lettera della maestra

Non troverò mai più pace“. Inizia così un’altra lettera, quella della maestra Orsola.

Pensa a Leo da insegnante ma si rivolge alla madre del piccolo “da mamma a mamma” e non riesce a capacitarsi di come una vita così giovane e innocente possa essere stata spezzata in un attimo.

Orsola ha 47 anni e lavora nel mondo dell’istruzione da 24 come maestra di sostegno, quello che lei, nella lettera pubblicata dal Corriere della Sera, definisce “il lavoro più bello del mondo”. Ma “con una responsabilità enorme di cui per la prima volta nella mia vita sento tutto il peso.

Mi sento impotente”. Si rivolge direttamente alla mamma di Leonardo e scrive: “Vorrei poterti stringere la mano e abbracciarti per unirmi al tuo pianto. Vorrei poterti consolare e toccare il tuo cuore. Nessuno può immaginare quello che provi e tutte le parole non servirebbero”.

È sicura che in quella scuola di Milano dove è morto in modo tanto insensato il bambino ha “vissuto ore felici. Curioso, simpatico, sempre in movimento. In un attimo tutto si è fermato, è diventato buio.

La gioia è diventata tristezza”. Da quando Leo è caduto dalle scale “non sono più riuscita a rientrare in quell’aula. Tornerò al mio lavoro mercoledì [30 ottobre, ndr] e già penso con incertezza a quel giorno. Non posso credere che non vedrò più il viso di quel piccolo angelo. Se fosse possibile, donerei la mia vita pur di riaverlo fra i banchi“.

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