Il 24 luglio, nel cuore del centro storico di Firenze, un turista è stato vittima di una rapina spettacolare: due giovani di origine tunisina gli hanno strappato dal polso un orologio Richard Mille dal valore stimato in 200 000 euro. L’episodio, avvenuto in pieno giorno lungo Lungarno Corsini, è stato immediatamente segnalato alle autorità, dando il via a una delle indagini più articolate degli ultimi mesi.
La dinamica del furto a Lungarno Corsini
Secondo le testimonianze raccolte, la vittima passeggiava tranquillamente quando due uomini, uno di 30 e l’altro di 19 anni, si sono avvicinati con gesto rapido e professionale. In pochi secondi hanno afferrato l’orologio dal polso del turista, sparendo tra la folla senza lasciare tracce visibili. Il valore di 200 mila euro ha subito attirato l’attenzione dei carabinieri che hanno avviato un’indagine basata su tutte le risorse a disposizione.
Analisi delle telecamere e dei dati di mobilità
Le autorità hanno esaminato con cura i filmati dei sistemi di videosorveglianza comunali, individuando i due sospetti in diverse riprese lungo il percorso del ladro. Parallelamente, è stato incrociato il database delle prenotazioni alberghiere e B&B della città, per verificare la presenza di visitatori con spostamenti sospetti. Un ulteriore tassello è stato fornito dalle registrazioni delle e-bike noleggiate, che hanno permesso di tracciare i percorsi dei rapinatori nei minuti successivi al furto.
Le indagini che hanno portato all’arresto a Milano
Oltre alle immagini CCTV, gli investigatori hanno analizzato i tabulati telefonici dei sospetti, ricostruendo le comunicazioni e i movimenti tra Firenze e altre città. Questo lavoro di intelligence ha rivelato che, poco dopo l’evento, i due giovani si sono recati a Milano, probabilmente per nascondersi o per contattare una rete di compravendita di gioielli di lusso.
Le ricerche si sono Il 22 settembre, gli agenti di Milano hanno localizzato i due individui nella zona di Porta Romana e hanno proceduto al fermo. L’operazione è stata eseguita senza incidenti, dimostrando l’efficacia del coordinamento interforze.
Il provvedimento giudiziario e le misure cautelari
Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo e ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi gli imputati. La decisione è stata motivata dalla gravità del reato – furto di un bene di alta valore – e dal rischio di fuga, dato il legame dei sospetti con reti criminali transnazionali. I due tunisini resteranno in attesa di giudizio, mentre le autorità continuano a indagare per individuare eventuali complici o acquirenti del prezioso orologio.
Il caso ha suscitato scalpore non solo per la cifra coinvolta, ma anche per la rapidità con cui le Forze dell'Ordine sono riuscite a ricostruire tutta la pista investigativa. L’uso combinato di videosorveglianza dati di mobilità urbana e analisi telefonica rappresenta un modello operativo sempre più frequente nelle indagini contro il crimine di alto valore.



