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Milano, frenate brusche in metro: la soluzione di Atm

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Visto l'aumento del fenomeno negli ultimi mesi, Atm sembra aver trovato la soluzione per diminuire le frenate brusche sulla metro.

Ultimamente sono state tante le frenate brusche sulla metro di Milano l’ultima il 6 Dicembre a San Babila – che spesso hanno costretto molti passeggeri in pronto soccorso. Mercoledì 19 Dicembre si è a lungo discusso a riguardo, durante una seduta della Commissione Trasporti a Palazzo Marino.

Arrigo Giana direttore generale di Atm, ha assicurato che nel 2020 saranno attuate delle soluzioni.

Frenate brusche in metro: i colpevoli e le soluzioni

L’azienda dei trasporti milanesi ha lavorato per capire l’origine di queste improvvise e violente frenate e l’ha trovata nelle così dette “sentinelle”. Si tratta di sistemi automatici che inviano degli avvisi ai treni in circolazione quando individuano dei pericoli lungo i binari. Il mezzo a questo punto effettuerebbe una frenata, senza che il macchinista intervenga.

Nell’ultimo periodo ci sono state troppe false segnalazioni che non coincidono assolutamente con il numero di pericoli reali. Già a Marzo, dopo un incidente di questo tipo avvenuto presso la stazione di Cadorna, lo stesso Giana aveva assicurato che ATM avrebbe stanziato 100 milioni per migliorare le frenate della M2, linea percorsa dai treni più nuovi.

Sono proprio i nuovi Leonardo i maggiori colpevoli. Oltre ai tradizionali sistemi di frenata – a disco e motore – hanno anche dodici “pattini elettromagnetici”, che al momento giusto fanno attrito sulle rotaie.

Per rendere le frenate più morbide si è pensato di farne attivare solamente quattro, tranne quando a frenare è lo stesso macchinista. La prima modifica è già stata apportata sulla M1 e, entro il 31 Gennaio 2020, saranno modificati tutti gli altri Leonardo della linea rossa.

Per quanto riguarda la linea verde l’ATM reputa il problema già risolto, avendo eliminato le “boe” collocate nei pressi dei “deviatoi“, il punto in cui un treno può passare da un binario all’altro.

Le boe spesso non comunicavano correttamente con i sistemi a bordo treno, per cui la maggior è stata rimossa. Sulla M1, invece, l’esperimento “porte di banchina”, effettuato a Sesto 1 Maggio, non continuerà. Anche gli elementi di prova comunicavano in modo errato con i segnalatori. In più le ore per la formazione del personale sono il triplo ora, rispetto al 2017.

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