il Bayern vince a Milano 84-94 dopo aver toccato il +25; l'Olimpia prova a reagire ma non completa la rimonta, mentre fuori dal campo spicca la presenza di Massimiliano Allegri

Il 9 aprile 2026 il Forum di Assago ha assistito a una partita che ha riassunto i limiti stagionali dell’Olimpia milano in Eurolega. Il risultato finale di 84-94 per il Bayern Monaco certifica la quinta sconfitta dei milanesi nelle ultime sei gare europee: una sequenza negativa che ha pesato sulla serata e sull’atteggiamento in campo.
La gara, di fatto priva di conseguenze decisive sulla classifica, ha però messo in evidenza problemi tecnici e fisici che rimandano a scelte e priorità future per il club.
La partita è stata segnata da un inizio equilibrato seguito da un dominio bavarese nei due quarti centrali, con l’Olimpia costretta a inseguire e a consumare energie per provare una rimonta tardiva. Nel terzo quarto il divario è salito fino a +25 a favore degli ospiti, una situazione dalla quale i padroni di casa sono riusciti a rientrare fino al -4 nel periodo finale ma senza completare l’aggancio. Questo copione mette in luce la differenza tra la capacità di reazione della squadra e la capacità di mantenere intensità per 40 minuti.
Svolgimento della partita
Nel dettaglio la contesa ha visto il Bayern Monaco prendere il controllo dopo la pausa lunga, sfruttando transizioni efficaci e una circolazione di palla fluida che ha messo in difficoltà la difesa dell’Olimpia Milano. I bavaresi hanno capitalizzato soprattutto in avvio di ripresa, quando il punteggio ha toccato il +25; da quel momento la partita ha assunto i contorni di una gestione per gli ospiti e di una rincorsa per i padroni di casa. L’intensità difensiva milanese è cresciuta solo nel quarto periodo, ma ormai il margine era eccessivo per ribaltare l’esito.
I protagonisti del Bayern
La vittoria del Bayern poggia anche sulle prestazioni individuali: Andreas Obst ha chiuso con 19 punti e Neno Dimitrijevic con 15, contributi decisivi nella gestione del vantaggio e nelle fasi calde dell’incontro. Da notare che il successo dei bavaresi è arrivato due giorni dopo la vittoria ottenuta a Bologna contro la Virtus, segno di una squadra in forma e capace di mantenere rendimento elevato anche in trasferte ravvicinate. La coppia di esterni ha saputo trovare continuità al tiro e soluzioni in penetrazione, dando ritmo a tutto l’attacco ospite.
La reazione dell’Olimpia e i limiti emersi
La risposta di Milano è arrivata principalmente nell’ultimo quarto: cinque giocatori sono finiti in doppia cifra, con Shavon Shields capofila a 14 punti. Tuttavia la reazione è parsa più frutto di orgoglio che di un piano tattico sostenibile: la squadra ha recuperato terreno ma non ha trovato le energie e la lucidità necessarie per completare la rimonta. Coach Peppe Poeta ha provato a mischiare le rotazioni e a sfruttare i singoli per creare vantaggi, ma la scarsa motivazione in una gara senza ricadute sul posizionamento europeo e la stanchezza accumulata hanno limitato le opzioni.
Analisi tattica e fisica
Dal punto di vista tattico si è vista una Milano meno efficace sui rimbalzi e con difficoltà nell’arginare le penetrazioni avversarie, mentre in attacco la squadra ha faticato a trovare soluzioni pulite contro una difesa ben organizzata. L’approccio fisico è apparso deficitario per larghi tratti: quando il ritmo è salito il Bayern ha sfruttato la migliore condizione atletica e la profondità della panchina. Questa combinazione di elementi ha reso difficile alla squadra di casa mantenere pressione costante e costringere gli ospiti a errori decisivi.
Fuori dal campo e conclusioni
La serata al Forum ha avuto anche momenti di colore: tra gli spettatori c’era Massimiliano Allegri, presente sugli spalti e omaggiato con una maglia personalizzata con il numero 1, mentre si è visto anche Ettore Messina, tifoso noto e figura di riferimento dell’Olimpia. Questi episodi hanno aggiunto un taglio mediatico all’ultimo impegno casalingo europeo della stagione, ma non hanno influito sull’andamento sportivo. Per l’Olimpia Milano resta la necessità di ricostruire concentrazione e tenuta fisica in ottica degli impegni nazionali e per riflettere su errori raccolti nelle gare continentali.





